Dagal Creations 

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LA PENNA MAGICA 

UNA NUOVA RUBRICA DOVE L' AUTRICE CI ACCOMPAGNERA' OGNI GIORNO FACENDOCI TUFFARE NELLE SUE AVVENTURE.

LIBRO INTERAMENTE ON LINE  A  PARAGRAFI , SCRITTO IN TEMPO REALE .............LA PENNA MAGICA SCRIVE, E IL GIORNO STESSO SARA' PUBBLICATO TUTTO DIPENDERA'  DALL' ISPIRAZIONE DELL AUTRICE.

LA DAGAL CREATIONS VUOLE CREARE SINERGIA TRA L AUTRICE E I LETTORI INFORMANDOLI DEL PROSIEGUO DELLA STORIA CHE FRA POCO ANDRETE A LEGGERE.,,,,

I LETTORI POSSONO AGGIUNGERE COMMENTI E INTERAGIRE CON LA PENNA MAGICA......

OVVIAMENTE CLICCANDO SU MI PIACE VUOL DIRE CHE L AVVENTURA VI HA INCURIOSITO E COSI COME PER MAGIA LA PENNA MAGICA CONTINUERA' IL SUO RACCONTO.....................

BUONA LETTURA

Per il troppo amore per la vita la ragazza divenuta ormai donna intraprende storie dove passa da una società all altra cogliendone tutte le sfaccettature capendo e acquisendo conoscenze ed esperienze che la portano ad esprimersi nell arte, nella musica e nella pittura.

In ultimo dopo vari tentativi voleva trasmettere attraverso la magia della scrittura le sensazioni e l emozioni provate in tutti gli anni vissuti appieno dalle proprie aspettative. 

Ma non le sembrava mai il momento giusto o meglio l ispirazione giusta , le mancava qualcosa e quando si trovava davanti ad un pc con il foglio bianco, scivolavano fiumi di parole ma abbandonate a se stesse senza un prosieguo una continuità. 

Decise di accantonare l idea finché non avrebbe sentito quella voce sussurrarle nell orecchio la stessa voce che anni addietro le fece pubblicare delle poesie.

Una cosa è certa, ora Lei sa perché non riusciva ad esprimersi come poteva ma per scoprirlo bisogna tuffarsi in questa avventura di storia reale vissuta.

E' MIO QUESTO CARTONE...................


“Sta piovendo ci stiamo bagnando” Luxci sentiva i piedi e la coperta bagnarsi da quelle gocce impetuose, stringeva forte a se Kalf cercando un po di calore.

Il Braccio di Kalf come per proteggerla la strinse tirando a se la coperta; Ma la pioggia cadeva initerrottamente , contrariati da quel risveglio forzato, si alzarono per cercare un altro riparo.

Il silenzio piombava il fruscio delle gocce penetravano nella pelle e senza neanche un ombrello , camminarono kilimetri prima di trovare un treno abbandonato a se stesso.

Di nascosto come due ladri , aprirono ed entrarono, doveva essere un vecchio vagone di deposito per le cuccette, e finalmente trovarono delle lenzuola .

Non era il massimo ma bastava per quella notte almeno, e Luxci e Kalf finalmente riuscirono a dormire.

LA PENNA MAGICA RINGRAZIA A TUTTI I LETTORI...........E A TUTTI QUELLI CHE HANNO CLICCATO SU MI PIACE RISVEGLIANDO L ESTRO E L INVENTIVA DELL AUTRICE.   COME PROMESSO LA PENNA MAGICA CONTINUA IL SUO RACCONTO 

"Luxci sveglia...c è il cane, non senti che abbaia, Luxci sveglia è il cane della guardia" Kalf tentava invano di svegliarla.

Luxci senza accorgesene si trovo' in piedi davanti alla guardia che intanto era gia' entrata ad ispezionare la cabina con il cane legato che continuava a ringhiare ed a abbaiare.

Il sonno pesava come macigno sulle spalle.

Kalf intanto si affrettava a raccogliere le lenzuola pronto a dover sfrattare un altra volta.

Luxci seguiva Kalf , il cane e la guardia dietro loro.

Luxci a stento riusci' a visualizzare il grande orologio della Ferrovia, si strofino' gli occhi, 03 45, intanto la pioggia aveva cessato di cadere.

Gli unici rumori i loro passi e il respiro affannoso e ringhioso del cane dietro loro.

Kalf accortosi del leggero tremolio di Luxci la copri' con la coperta ancora semi bagnata.

Luxci sgrano' gli occhi voleva dormire solo dormire.

"Ma perchè lei ci perseguita ogni notte? Noi vogliamo solo un posto per dormire, perchè non va a fermare i deliquenti, si mette paura di affrontarli, lei e il suo dannato cane......." la guardia rimase ferma a guardare la reazione di Luxci , ma più che altro la guardava con

 stupore.

"Ma non è straniera la tua ragazza?" la guardia si rivolse a Kalf incurante delle parole di Luxci.

Il cane comincio' ad abbaiare inincessantemente contro Luxci che intanto con un movimento veloce e aggressivo si tolse la coperta dalle

 spalle, senti' improvvisamente il calore invadere tutto il corpo, dalle gambe fino al cervello, pulsare...

"Che importanza ha se sono italiana o straniera, tutti hanno diritto di dormire e lei non ha nulla da fare stanotte...." il cane stava per saltarle

 addosso ma Luxci ormai era come pietra, tutt' uno con l asfalto e la guardia dovette strattonare il cane per tirarselo a se.

"Tu sai come calmarla dille di stare calma" la guardia continuava a parlare con Kalf 

Kalf raccolse la coperta, la poso' sulle spalle di Luxci, la conforto' "dai Luxci lascia perdere domani è un altro giorno e devi avere la forza per

 andare a  lavorare al bar, mancano meno di tre ore, dai cerchiamo un altro posto e recuperiamo qualche ora di sonno"

"Grazie e ci scusi....Lei sta un po nervosa, non ha mai dormito per strada non è abituata" Kalf saluto' la guardia .

Luxci rimase ferma osservandoli li vide  allontanarsi e parlarsi, anche quella attesa le sembro' un eternità e quando vide Kalf tornare esclamo'

 in un altra esplosione

"non è detto che perchè tu sei straniero allora ci deve trattare come bestie, siamo tutti umani e quello non ha nessun diritto ne' un briciolo di

umanità e sensibilità nel cuore non so come dopo riesce ad appoggiare la testa sul cuscino e dormire tranquillo. Noi stiamo chiedendo di

  dormire ......ti rendi conto dormire..........." tornarono nello stesso luogo di prima, ormai non pioveva più.

Kalf intanto raccolse dei cartoni, Luxci si chiedeva a cosa servissero, poi capi" vedendo l asfalto bagnato, Kalf posiziono" i cartoni come

 se preparasse un letto matrimoniale si accerto' che non si bagnassero , si sdraiarono , ritonarono ad abbracciarsi e ripresero calore.............si addormentarono nuovamente.

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ILraggio di sole filtrava negli occhi di Luxci, si aprirono.

Luxci sbircio' da sotto la coperta, due vecchietti stavano piegando dei cartoni sistemandoli in un carrello tipico del supermercato, coperta di lana, una busta con del pane, forse secco e ammuffito, una bottiglia di whisky, solo in un secondo momento Luxci si accorse del terzo che stava scivolando fuori da sotto una mercedes.

Lucxi capi' da lontano la discussione accesa tra loro che li cingevaad andare di fretta che  a breve  il treno da FRAN Ville avrebbe fatto capolinea  e quel luogo sarebbe stato invaso da passanti. Luxci consapevole di non voler essere vista si dette una scossa di vita, e comincio' a vestirsi.

La parte più difficile era aggangiare il reggiseno,  e la posizione a pancia in giù presa dalla fretta portava all esasperazione dato che doveva incrociare le braccia dietro la schiena per  aggangiare i passanti.

Si giro' lentamente assicurandosi che la coperta coprisse l intera parte del corpo e sopratutto il viso. Puntando i piedi riusci', alzando leggermente il sedere ad aggiustarsi la maglietta nei jeans e ad bottonarsi. Con l elastico fra le labbra si raccolse i capelli a coda di cavallo. Mancavano le scarpe.
Intanto Kalf dormiva profondamente.

Adesso che era vestita poteva scoprire metà del corpo, si sedette dando le spalle ai vecchietti che se ne stavano andando e si infilo' le scarpe, i lacci ancora bagnati scivolavano tra le dita ....... il nodo ora era troppo corto, ora troppo lungo, luxci di pazienza quella mattina ce ne aveva ben poca.

Per un secondo si volto' per assicurarsi che Kalf fosse ancora coperto , raccolse velocemente la borsa e la busta chiusa siggilata  contenente la camicia da lavoro nascosta da kalf con cura dietro a dei bidoni e una corsa si trovo' dove pocanzi c erano i vecchietti.
Finalmente poteva camminare con passo deciso e normale, l importante era arrivare ai bagni di servizio, dove finalmente si sarebbe rinfrescata e sistemata a dovere.

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Luxci adorava quella divisa, camicia celeste, grembiule blu, e capellino a busta intonato, perfortuna esistevano le lavanderie self service e poteva cosi' presentarsi sempre in ordine con un tocco di profumo leggero, che teneva sempre a portata di mano, Luxci già aveva cambiato aspetto, solo il viso trapelava un po di stanchezza e mancanza di sonno ma riusciva a nascondere quella stanchezza con un leggero fondotinta con una pennellata di fard scuro giusto per colorire il viso pallido, il lucidalabbra non mancava era essenziale, adesso era pronta a consegnare i caffè.

'Luxci sei pronta bisogna prima sistemare i tavoli , sbrigati che lo sai che fra poco chiama la dottoressa e lei vuole essere servita solo da te e non le piace ritardi, forza esci da quel bagno."il propretario cominciava ad imprecare ordini

Luxci sentiva già la netta differenza tra i bagni di sevizio e quello del bar pulito con le asciugamani sempre nuove, si chiudeva e si affrettava a lavarsi , per non dare sospetti sopratutto alle colleghe che si presentavano sempre ben vestite e si chiedeva come facevano dato che la paga era misera cinquanta euro a settimana. 

Luxci riusciva a guadagnare molto di più con le mance.

Adorava sistemare i tavoli nessuno le dava fretta mentre, una collega si occupava del bancone l altra preparava  la macchina del caffè. tutto era sincronizzato perfettamente, si trovavano tutte e tre pronte ad attendere. Luxci i primi squilli del telefono ,e le  due ragazze i primi clienti al bar.

Il primo caffè Luxci lo servi' come già previsto alla dottoressa Miriem, 

"Sai perchè chiedo di te?" l unica volta che le dette da parlare, ma Luxci rimase a guradarla con un punto interrogativo continuando a servirle il mocaccino caffè ed il cornetto .

"Perchè sei l unica che riesce a non rovesciare il caffè nel vassio, il tuo vassoio è sempre pulito, e poi non sei come le altre si vede anche dai tratti e come parli che sei di famiglia nobile , non capisco una come te perchè fa questo mestiere" Luxci si irrigidi' 

"Grazie del complimento" si limito' a rispondere e dopo una lauta mancia di 1 euro se ne ando' rigraziandola. da allora ogni mattina si scambiavano solo sorrisi e la dottoressa era compiaciuta della dolcezza di Luxci nel servirla.

Luxci riusciva ad essere cordiale con tutti anche se le scarpe da ginnastica cominciavano a cedere e il peso del suo corpo a farsi sentire e i piedi diventare come fuoco. Ma era oramai richiesta e Lei ne era compiaciuta perchè aveva raggiunto il suo scopo, dato che voleva dormire su un  morbido letto quella sera e l albergo piu misero costava venti euro  a notte.

 Assolutamente doveva raggiungere quella somma. 

E quando chiamava  l ingegnere Spoto, anche se doveva attraversare l intero isolato, si affrettava ad andarci.

Sempre impegnato nell immenso studio con il tavolo di noce lucido e le poltrone in pelle nero  mai vuoto,  le fece segno senza parlare di entrare . Con cura Luxci poggio' i campari sul posa bicchieri che lui stesso sistemava sul tavolo, i suoi clienti non erano mai gli stessi ma la bevanda era sempre quella . 

Luxci si chiedeva se ordinando anche per il cliente era un sua tattica di potere , anche perchè tante volte Luxci notava le espressoni di quiei clienti che sembravano quasi costretti a bere quello che non volevano, tutto questo mentre l ingegnere rovistava nel cassetto per la solita mancia di due euro e cinquanta , anche li' Luxci non potè fare a meno di notare ' l aria sodisfatta dell ingegnere quando le dava la mancia davanti al cliente, un modo per lui di dire  a chi sta dall altro lato della scrivania "io posso."

E Luxci si era guadagnato il suo panino giornaliero di duero e cinquanta.

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"Ehi Luxci finalmente, dai sbrigati, le ragazze hanno bisogno di te dietro il banco" rientrando al bar Luxci guardo' l  orologio 13 00, l ora di punta del bar, infatti era già vivo di gente che ordinavano i vari caffè, chi in attessa; chi sorseggiava, chi stufo di attendere la fila alla cassa.

Il propretario  dietro alla cassa, impetterrito con occhiali rettangolari e gli occhi fin troppo piccoli da poter notare da lonatno che erano di azzurro acceso, ma oltre gli occhi per Lucxi era goffo e buffo, diversamente dalla collega Mary che le piaceva  essere corteggiata da quell uomo.

C erano anche le due ragazze che avrebbero sostituito Luxci per la consegne.

Luxci poso" il vassoio dietro in dispensa riprese fiato e via alla carica ando' dietro il bancone

"Allora ragazze che punto stiamo" chiese rivolgendosi a Giulia

"tu  occupati di questo lato io mi occupo del centro e mery al lavaggio, dopo cambiamo" Giulia era la piu veloce, ed era anche una buona cordinatrice nel servire i svariati caffè che il bar offriva

"Prego" Luxci si rivolse al primo che vide con lo scontrino sul bancone e cinquantacentesimi

"due macchiati, un espresso, un mocaccino e caffè con panna"

controllare lo scontrino, la prima regola , accertarsi che il cliente aveva pagato , gettare la monetina nella scatola riservate alle sole mance del bancone,  posare i piattini da caffè sul bancone , i cucchiani e i bicchieri  riempendoli di acqua, vietato riempirli fino all orlo, ma la giusta dose era meno della metà ;  voltarsi per ordinare a voce alta all anziano esperto che come polipo usava sbatteva , puliva , dosava in men che non si dica preparava e memorizzava gli ordini delle ragazze e comandava i caffè pronti. 

liberare lo spazio sul bancone, togliendo i bicchieri usati e le tazzine sporche. I bicchieri nella cesta, i caffè nel lavandino, i cucchiaini nel posa cucchiani di metallo per essere pronti a prendere un altro ordine...........

 "macchiati espresso e panna con caffè pronti"  Giorgio aveva appena comandato i caffè dell ordine di luxci, perfetto erano come macchine da lavoro sincronizzate.

Luxci prese le tazze e le servi'.

La cesta ormai piena di bicchieri  via nella piccola lavastoviglie apposita. Le tazzine dovevano passare nell altro lavabo dove c era la ragazza addetta a pulire in quel momento.

"Giulia prendi anche questa cesta è piena dalla a Mary" intanto Mary aveva appena terminato l intera cesta precedente.

i clienti avevano finito di consumare e ringraziare e altri caffè erano pronti da servire, e via ripulisci il bancone,  prego ........bicchieri nella cesta........... e i movimenti si ripetevano velocemente, ma quello che non doveva assolutamente mancare era la memoria e i volti di chi aveva ordinato o chiesto..............

............mocaccini, caffè schiumato, con panna, caffè shecherato, caffèlatte, latte macchiato. marocchino caffè, caffè alla nocciola; con il bayles.

Tutti i clienti se ne andarono felici e serviti a dovere, guai sbagliare di un solo movimento fuori posto e il licenziamento era alle porte.

15 30 stavano servendo gli ultimi  caffè edera permesso di ridere e scherzare con i clienti, la velocità  rallantava già da tempo e i clienti erano notevolmente diminuiti.

Lucxi  al lavabo, dette il cambio a Mary.

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Tazzine con rossetto dovevano andare in lavastoviglie insieme ai bicchieri, per essere certi che la patina di grasso che lasciava la macchia fosse tolta definitivamente.Le restanti, Luxci le posiziono' una ad una nell' acqua bollente sulla macchina da caffè.

Si paso' la mano sulla fronte, si senti' svenire.....

"Luxci uno sheckerato anche per te, prendi" Giorgio appena il propretario si assentava approffittava sempre per offrire qualcosa alle ragazze, si accorse che Luxci stava perdendo i sensi

"Grazie " Luxci tese il braccio, il resto del corpo sul banco con l altra mano ben salda sul lavabo,  bevve a sorsi piccoli ma veloci, senti" gli zuccheri girare nel cervello, sgranarsi le pupille e il sangue fluire, la testa era adesso meno pesante e la potè finalmente sollevare.

Mancava ancora mezz ora le toccava pulire il piano di sopra, poso' le spugnette strizzandole e pulendole assicurandosi che tutto era al suo posto, e sali'.

Bene, tranne i bagni, i tavoli erano sistemati, nessun cliente si era seduto,  le toccava lavare il pavimento e i  pulire bagni.

Finalmente, Luxci si trovava in cantina a cambiarsi, anche quel giorno lavorativo era terminato,  togliendosi il grembiule si ricordo'  dal rumore di contare gli spiccioli che caddero dalle tasche.

Raccogliendole comincio'.........1 €....1,50 €......3€.......3,20 e 40...60...80...4€ fino a raggiungere la somma di 25 € 

2,50 € le mise da parte per il Kebab ,il restante in una busta, prima di andarsene ando' a salutare il propretario, facendosi cambiare le monete, salutando le ragazze e Giorgio con un occhialino per ringraziarlo se ne ando'.

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LA PENNA MAGICA  RITORNA DA UN DOLCE MERITATO  WEEK END RINGRAZIANDO  I BEI MOMENTI TRASCORSI IN PARTICOLARE CON UN AMICO E RIPRENDE A SCRIVERE PER I SUOI AMICI LETTORI SCUSANDOSI........E IL PROSSIMO PARAGRAFO SARA' INTENSO ANCORA PIENO DI EMOZIONI........

Ad attendere Luxci nel piazzale della City ville, Kalf.

Luxci camminava lentamente i piedi le duolevano, ed ammirrava gli enormi palazzi di vetro che avvolgevano la piazza di cemento, solo cemento.

Luxci in quei momenti gli sembrava di stare in una città robotica, persino il palazzo isola E2 , all esterno era decisamente uno di piu normarli , ma all interno per accedere ai vari interni, oltre a prendere l ascensore,  dovette attraverase dei ponti con ringhiere metalliche e cuscinetti come pavimento, le sembro' addirittura di avere le vertiggini, guardando in basso, dove si intravedevano altri ponti e porte di uffici .

 Quelle sensazioni le venivano spesso, tranne quando andava a consegnare i caffè, eppure stava attraversando la stessa strada.

Si chiese kalf che avesse fatto tutto il tempo, lo vide li fermo ad aspettarla.

"Allora come è andata oggi?" kalf la saluto' dandole un bacio sulla guancia.

"Meglio di ieri, circa 10 € in più, e voglio andare in albergo, sono stanca" Luxci non riusciva ad essere ne dolce, ne arrabbiata, desiderava riposare.

"Guarda che ti ho preso?" Kalf caccio' dalla grande busta che aveva in mano due giubbini , uno di jeans con il collo di pelliccia besg, e l altro di pelle nero.

Luxci li guardo', li vedeva troppo piccoli per lei.

"Ma sicuro che mi vanno?" chiese senza minimo entusiasmo

"Come no, lo sai non ho mai sbagliato la tua taglia, ma non sei contenta?"

Luxci più che contenta si chiedeva dove avesse preso i soldi per acquistare quei giubbini firmati, in altri momenti avrebbe fatto i salti di gioia, ma  la stanchezza le frenava tutte le emozioni e i mille pensieri.

"Si, sono solo stanca, andiamo in albergo, li provo li sono convinta che non mi entrano" si avviarono allontanandosi dalla città robotica come lei stessa la defini', trovandosi poi per le   strade affollate di gente e di auto, clacson, le urla, lo stridio dei freni di un autobus per Luxci tutti i suoni erano amplificati . 

Entrarono in un albergo a due stelle.

Tutto sommato la stanza non era male, mobili di legno vecchi, una scrivania e persino la tv.

Luxci si tuffo' nel letto.

"Sei stanca non vuoi venire con me?" kalf desiderava la sua compagnia

"Dove vuoi andare, mi fanno male i piedi" Luxci rimase sdraiata senza muovere un muscolo

"Daccordo vado e torno" e usci' dalla stanza.

Luxci si alzo' lentamente la colonna vertebrale dava i primi sintomi di irrigidamento per le cinque notti di seguito che aveva dormito sull asfalto.

Ando' ad ispezzionare il bagno. Una doccia.

Si tolse tutti i panni spargendoli per la stanza, in ultimo fu una liberazione  togliersi il reggiseno e lo slip e via sotto l acqua corrente ora gelida, ora semifredda, ora bollente.

riusci' a trovare la posizione esatta delle due manovelle e l acqua fu finalmente tiepida.

Le gocce erano massaggi per la sua schiena e quando alzava la testa portandola dietro si liberava da tutti i pensieri, l 'acqua bagno'  tutto il corpo. Prese lo shampoo che gelosamente custodiva nella sua borsa e  insapono' prima i capelli, poi il collo, il seno, le gambe , le braccia strofinandosi e accarezzandosi.

Infine rimase immobile lasciando scivolare lentamente le gocce trascinando  la schiuma che invase il suo corpo, finalmente caldo e profumato.

Si avvolse nell asciugamano si distese nuovamente sul letto, questa volta scostando la coperta ed accese la Tv.

Entro' Kalf

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"devi chiudere la porta dall interno chiunque poteva entrare" Kalf premuroso , rimprovero' Luxci per quella distrazione che per il luogo e il posto dove si trovavano era meglio non tralasciare nulla, di certo l albergo non aveva una bella nomea di clientela.

"che cosa c' è nella busta?" Luxci già sentiva l odore della frittura misto alla carne, sapori orientali.

"due Kebab una cocacola, un aranciata, ho preso anche due arancini come piacciono a te." Luxci salto' in piedi aveva dimenticato di avere fame tale la stanchezza; ma quegli odori le fecero risvegliare i sensi.

"Aspetta prima pulisco il tavolo, mentre io mi organizzo misurati i giubbini" Luxci un po contrariata, avrebbe dato un morso ben volentieri al panino prima di ogni altra cosa, ma in quel momento non le sembrava il caso di contraddirlo.

Si tolse l asciugamo lasciandolo cadere, prese il giubbino in jeans se lo indosso'.

Apri' l anta dell armadio e scopri che c era uno specchio

si guardo', intanto kalf preparava la cena osservando Luxci

Era ormai da circa due mesi che facevano quella vita due settimana in strada e poi finalmente si potevano concedere il lusso di una camera in albergo .  

solo specchiandosi si rese conto di quanto era dimagrita, aveva ragione Kalf i giubbini le stavano a pennello TG 42, 

Luxci in tutta la sua vita non aveva raggiunto mai tale misura, si giro' su se stessa e si osservo' prima le  gambe, la vita, e poi il seno, che  almeno quello era rimasto la sua tg quarta abbondante, in fin dei conti anche se non era abituata a vedersi cosi magra, si piacque ugualmente, dette un bacio a Kalf per ringraziarlo.

"Belli davvero, dove l hai presi?" incuriosita chiese

"Non ha importanza, l importante che anche tu domani ti presenti bene al lavoro, le altre non sono meglio di te" Luxci abbraccio' Kalf

"dai mangiamo"  riprese Kalf , luxci rimase con il giubbino in pelle, sotto nulla

Luxci non mangio', divoro' , apri il panino le piaceva mangiare i pezzettini di carne tagliuzzata sporca di maionese, accompagnadosi dalle patatine fritte e in ultimo lasciava  ll insalata mista di cipolle e pomodoro infine il pane morbido e impregnato di maionese e leggermente di ris(salsa tipica piccante araba), 

Kalf invece dava grandi morsi e mangiava con calma, Luxci già stava assaporando l arancino sorseggiando l aranciata. La coca cola se la risevarono per dopo.

Luxci appena finito si distese nuovamente levandosi il giubbino; questa volta a pancia in giu abbracciandosi il cuscino, anche se non erano lenzuola di puro cotone , ma il contatto della pelle con la stoffa le davano un senso di beatitudine, dato la netta differenza con il cartone e il calore dell asfalto. rimase tutto il tempo in quella posizione in attesa che Kalf terminasse il suo panino.

"Ti sei preso tutto il letto, spostati, lascialo un po per me" Kalf protesto' facendosi spazio vicino a Luxci, si distese

"Vieni qua" e con un braccio la sollevo' e la porto' a se 

Luxci appoggio' la testa sul suo petto, abbracciandolo.

Kalf le accarezzo' i capelli.............Luxci lo strinse a se sospirando........

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Luxci alzo' la testa per osservarlo, kalf stava con occhi fissi verso il soffitto

"Che cosa c ' è?" Luxci accarezzandogli il petto si giro' verso di lui continuando a osservarlo.

"Ho pagato per altre tre notti, cosi ti riposi, e anch io ho la schiena a pezzi, ne ho bisogno." kalf le dette un bacio sulla fronte

"Si, ma dove hai preso i soldi? Lo sai che non voglio che ....." kalf  la prese con se e la bacio'

"vuoi continuare a mangiare quello che ci da la karitas e dormire alla stazione?" Kalf poso' lo sguardo negli occhi di Luxci

"No che non voglio, ma non voglio neanche che...."Kalf la interruppe nuovamente dandole un altro bacio, questa volta voltandosi e mettendosi su di lei, non aveva voglia di discutere.

continuo' a baciarla, anche Luxci desidero' riinviare l' argomento, si lascio' andare a quel bacio, il discorso l' avrebbe ripreso domani.

Kalf la bacio' tutto il  corpo ,  dal collo accarezzando  i seni ormai  turgidi. Luxci sentiva il calore delle sue mani , le prese il braccio e lo sollevo' e la bacio' ancora e ancora,  adesso sul seno ora sul collo fino ad avvolgerla con il suo corpo divaricandole le gambe, questa volta appoggio' tutto il suo corpo su di Lei. la guardo' negli occhi .era sua. e continuo' ad amarla.

In un solo colpo tutti i pensieri, i problemi, scomparvero nella testa di Luxci, ormai inebriata dalla foga e dalla passione di kalf, che incalzava il ritmo, ora baciandola; abbracciandola, ora guradandola ancora negli occhi.

La rigiro' su di lui. adesso era luxci a comandare e le piaceva rallentare sollevando leggermente il corpo perchè in quel momento riusciva a vedere l espressione di kalf , i tratti orientali accentuarsi sul suo volto risaltando gli occhi di nero intenso, che gli dicevano continua non fermarti.  kalf la tiro' a se, l abbraccio' e ritorno' su di lei. 

"Ti amo" sussuro' Luxci nell' orecchio di kalf e i sospiri cominciarono ad essere alterati da gemiti e affanni per le tante senzazioni e le  forti emozioni .

Si amarono tutta la notte.

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Luxci fece fatica a svincolarsi silenziosamente da Kalf che nonostante dormisse la teneva ben stretta  abbracciandola .

Luxci non aveva alcuna voglia di lavorare ma si affretto' a farsi la doccia e a vestirsi raccogliendo i panni sparsi.

Stava per uscire dalla camera apri' la porta..........

"Dove vai?" senti' la voce di kalf piombargli addosso come se fosse stata sgamata da quella piccola fuga.

"Vado al lavoro, come dove vado?" Luxci indietreggio' e socchiuse la porta ormai semi aperta.

"Vieni qua e stai con me, oggi è sabato Luxci, non devi lavorare oggi" Luxci sospiro' in un grande sollievo, era trascorsa un altra settimana e anche questa volta aveva perso la cognizione del tempo. 

I giorni per lei trascorrevono troppo velocemente, il lunedi' e il martedi'  non esistevano, si rendeva conto del  mercoledi' perchè giorno della lavanderia e giovedi' e sopratutto il  venerdi'  venivano riempiti da pensieri e preoccupazioni e dal rsveglio costante del cane  che ovunque si rifugiassero li trovava, oramai le sembrava giocare a nascondiglio chiedendosi ogni notte scommettiamo se ci trova?

Le settimane passavano e Luxci non si rendeva conto dei mesi trascorsi.

Chiuse la porta, e si svesti' in fretta saltando sul letto, felice di quella notizia, dette un bacio a kalf rimettendosi  nella posiszione latarelare, prese il braccio di Kalf  e si riaggomitolo' fra le sue braccia.

Kalf rise.

Kalf riprese a dormire Luxci ormai sveglia pensava i giorni passati al bar, ai kilomtri, e ai vari ascensori di cristallo che la portavano su e giù ai vari piani dal secondo al 40 esimo piano.  

La gente, le battute sul profumo di caffè  in attesa che si aprisse la porta , gente di corsa che entrava e usciva dall ascensore. un uomo con la ventiquattrore, un hostess con tacchi a spillo , una dirigente pelato  con sigaro cubano spento, una donna in taullier con profumo channel......... Tutti con un bel sorriso ad eccezzione di qualche dirigente preoccupato e nervoso per il discorso che magari si era preparato il giorno prima da fare ai suoi dipedenti.

Luxci le sembrava di leggerli nei loro sguardi , imparo' a conoscere le espressioni e le varie preoccupazioni che si sprigionavano in esse.

"Le donzellette blu  che van su e giù,

a consegnar i miglior caffè del Bar,

preparati da Giorgio con tanto amor

e i clienti cosi' fan:

 uhhrsss ummmmm buon caffè 

e sgranando gli occhi svegli se ne stan" 

Luxci ripeteva a bassa voce la filastrocca che si era inventata durante la settimana mentre camminava a passi veloci sotto l incessante pressione del propretario che massimo per quella consegna ci doveva impiegare 3 mn. Il vassoio pieno e i ragazzi della formazione dell azienda JOBS ad attenderla.

Ma ben presto cedette quella consegna alla collega, perchè non ne traeva profitto. Tanti caffè, succhi di frutta in una sola consegna e poca mancia. La stessa filastrocca un giorno la canticchio' in ascensore e riusci' a strappare un sorriso ad un dirigente.

"Che stai cantichiando" Kalf incuriosito.

"ahhh senti che mi sono inventata" Luxci si sedette sul letto e ripetè ad alta voce .........Le donzellette blu che van su giù.....a conseg..........

 lasciando la cadenza sull ultima parola accentuando l accento,  e divertita ripetè l intera filastrocca

"Tu sei matta, dormiamo un altro po'" Kalf divertito e assonnato la invoglio' a ridistendersi 

"Dormi" prendendola per il braccio si assicuro che fosse stesa. 

Luxci si riaddormento'

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X

Luxci questa volta dormi'. Si sveglio' nel primo pomeriggio.

Kalf non  c ' era. Non le aveva lasciato neanche un biglietto per avvisarla, nulla,. Forse sarebbe tornato a momenti.

Accese la TV, non aveva alcuna voglia di alzarsi, anche se la fame cominciava a farsi sentire.

 Il telegiornale  annunciava l arresto di Catanese, un latitante che gestiva traffici di droga su tutto il territorio di Burg ville. Nelle immaggini ragazzi che spacciavano nei pressi della stazione , la stessa dimora di Luxci e Kalf .

Kalf non rientrava. Decise di uscire, aveva fame e aveva in tasca venti euro. La stanza oramai era stata pagata.

Si concesse un panino al MC'donal compreso di crocchè di pollo e salse varie, non si fece mancare il milkchac al cioccolato.

Nel ritornare in albergo, sosto' per lungo tempo ad osservare la vetrina di un negozio di scarpe sportive, aveva proprio bisogno di un paio magari proprio quelle rosse e bianche striate e un po' alte dietro, le sembravano sopratutto comode, le sue oramai erano ridotte male.

La commessa all interno la osservava, usci' fermandosi sulla soglia dell ingresso e le chiese se desiderasse qualcosa.

Luxci capi' che non era ben vista per l abbigliamento povero che indossava e senza dire nulla se ne ando'. Fra se penso' che un giorno sarebbe entrata ad acquistare non un paio ma due, tre facendosele misurare dalla stessa commessa. 

Raggiunse in fretta la stanza dell albergo, Kalf ancora non era rientrato.

Si tolse i panni, si mise comoda guardando  la TV , trasmettevano un Film commedia/americana e attese............

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XI

Era ormai terminato il primo tempo del FILM, Luxci preoccupata si alzo'  per andare alla ricerca di Kalf, apri' la porta per uscire........

"Kalf, finalmente stavo per venirti a cercare, ma dove sei stato?"  kalf proprio in quell' istante stava per entrare.

"Ho avuto da fare" ed entro' .

Luxci osservo' il  viso di Kalf, mostrava segni di stanchezza, sofferenza e gli occhi , quegli occhi non le promettevano nulla di buono, distanti e persi. Si allarmo'.

"Kalf dove stai prendendo i soldi? ti senti bene, sei strano?"Luxci cercava delle risposte.

"Vado un attimo in bagno e poi parliamo" Kalf  sali' prima sulla sedia poggio' qualcosa dietro alla TV  situata sull armadio e poi si tiro' la porta a soffietto che divideva la stanza con il bagno.

Luxci senti' l acqua della doccia cessare di scorrere solo dopo circa mezz' ora, poi nulla silenzio.

Il film era divertente ma ormai i pensieri e le preoccupazioni di Luxci regnavano fortemente nella sua mente e non riusciva a seguire nemmeno una parola degli attori , diventarono suoni distanti e fuori dalla sua realtà.

"Kalf, tutto bene?" agitata chiese.

Non ebbe risposta.

"Kalf, tutto ok, non ti senti bene,?" Luxci impazientita dalle non risposte avute apri' la porta.

Sul lavabo due capsule semi piene di polvere gialla, una era stata quasi completamente consumata. Luxci si irrigidi'. 

Li prese e li annuso', "Nemmeno coca, cazzo eroina" penso' tra se, si giro'. trovo" Kalf nudo accasciato per terra.

Kalf non si alzava, ne si svegliava. I tentativi di Luxci di bagnarli il viso per svegliarlo furono vani.

Il corpo di Kalf era notevolmente pesante, Luxci riusci' a trasportarlo sul letto e a distenderlo, lo copri' con la coperta. 

Luxci rimase seduta sul letto a pensare " me l aveva promesso, perchè ha ripreso, me l aveva promesso, e poi eroina, nemmeno coca, eroina"

Luxci guardo'  Kalf era  dimagrito tantissimo e il viso era teso  , la bocca leggermente aperta, il respiro comincio' a diventare pesante e rumososo quasi come stesse russando.

Luxci non dormi' tutta la notte, non sapeva che fare e quel respiro incessante diventava sempre piu' preoccupante, Kalf continuava a non svegliarsi, Luxci gli bagnava la bocca e gli faceva ingoiare un po' d' acqua, l unica cosa che gli venne in mente di fare.

Luxci stava in piedi, scosto' la tenda della finestra ,il sole fece capolino, a momenti si sarebbe svegliato il propretario dell albergo, 

In attesa, Luxci tento' di vestire Kalf e si accorse che il suo corpo era diventato rigido e ancora piu' pesante. 

Senti' il rumore del Portone d ingresso dell' houle aprirsi.

Luxci non perse altro tempo,  corse giu' per le scale, impiego' un po' per convincerlo di chiamare l ambulanza, che solo vedendo le condizioni di Kalf,  prese il telefono e chiamo'. 

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XII

Luxci accertatosi dell arrivo dell ambulanza, nascose ogni traccia di droga, e qualsiasi cosa potesse destare sospetti di uso in quella stanza.

Due uomini in giacchetta arancione fluorescente entrarono con la barella, una donna robusta bionda apri' la valigia in pelle marrone che aveva con se, poso' sul  tavolo una siringa, e del medicinale liquido

"Da quanto tempo sta cosi?"  .La dottoressa mentre stava dosando le medicine nella siringa domando'

"stanotte, e non si veglia"  Luxci divagava e dava informazioni generiche

"Sai, se ha fatto uso di sostanze stupefacenti?" la siringa ormai era quasi pronta e la dottoressa insisteva

"No, non credo, non lo so, so solo che appena tornato  si è addormentato, da allora non si è piu' svegliato" Luxci comincio' a recitare la parte dell ingenua

"Daccordo, speriamo solo che questa lo rianima, se no sarà tutto inutile" mentre parlava prese il braccio di Kalf e innietto' il miscuglio di medicinali nelle sue vene.

Il corpo di Kalf sobbalzo' all improvviso, e dalla bocca usci' l acqua che Luxci tento' di fargli bere durante la notte.

Luxci noto' i muscoli di Kalf rilassarsi e ammorbidirsi.

Intanto la dottoressa schiaffeggiava a piccoli colpi il viso di Kalf, chiededogli di aprire gli occhi.

Kalf non li apriva.

"Lei gli ha fatto ingoiare l acqua?" la dottoressa si rivolse a Luxci

"Si, ma non so se ho fatto bene, era l unica cosa che ho pensato di fare" la voce si affievoli'

"Ha fatto bene, se no a quest' ora era già morto, è riuscita a fermare il processo di overdose, adesso lo portiamo in ospedale ma è piu' che probabile che non ce la farà, lei viene con noi?" la dottoressa con un gesto ordino' i due uomini di trasportare kalf in ambulanza togliendosi i guanti che poco pima di preparare la siringa indosso'.

"Si, certo"

"il ragazzo non è italiano, vero?" ora sistemava i medicinali nella borsa

"No, e di nazionalità tunisina, è tunisino?" Luxci osservava la dottoressa chiudere la borsa

"Bene, allora porti con se i documenti del ragazzo e i suoi, possono servire, la aspettiamo all ospedale Sant' Axs, è qui vicino a pochi passi, reparto rianimazione." la vide raggiungere gli uomini che trasportavano in barella Kalf , oramai quasi vicini all ambulanza. 

Luxci chiuse la porta e si sedette sullo spigolo del letto, con il capo chino e le braccia abbandonate sulle ginocchia.

Ascoltava la sirena dell ambulanza allontanarsi.

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XIII

Si alzo' di colpo, prese la valigetta nera nell armadio che Kalf le aveva portato il giorno prima, rovisto' all interno cercando i passaporti nei vari documenti. Kalf sapeva dove nascondere la valigetta e i vestiti e quando potevano concedersi un soggiorno in albergo portava tutto con se.

Ancora per strada l' ebrezza mattutina, la giacchetta di jeans non basto' per riscaldarla.

Raggiunse l' ospedale.

"Scusi, dove il reparto rianimazione?" chiese al primo infermiere di turno

"e' per quel ragazzo che è arrivato ora?" l' infermiere capi'

"Si, dove devo andare?" Luxci impazientita

"Infondo a destra" l' infermiere fece segno dove esattamente l' avevano portato

"grazie" taglio' corto Luxci.

Kalf non era l' unico in barella, perlomeno una decina di ragazzi che a differenza di Kalf erano pieni di lividi di piccoli buchi segnati sulla pelle.

Luxci rabbrividi'.

Kalf odiava la siringa e preferiva sniffare."

"Lei è qui per questo ragazzo?" il dottore dietro di lei si presento'

"Si" Luxci gli strinse la mano

"Abbiamo fatto le analisi, fra poco avremo i risultati, mi da i documenti che lo registriamo.........?"

Luxci forni' i documenti al dottore che li consegno' all' infermiera e registro' l anagrafica sul libro pazienti di quella notte.

Vide il medico allontanarsi, e parlare con dei polizziotti. ascolto' in lontananza.

"Non si puo' interrogare il ragazzo è in condizioni pessime e la dotteressa ha detto che la ragazza non sa niente, infatti è ingnara di tutto, non sa neanche se fa uso di stupefacenti"

I polizziotti dettero un occhiata verso di lei. Luxci fece finta di non aver visto ne sentito, rimasero ad osservarla. 

Luxci si avvicino' a kalf prendendogli la mano.

Con l' orecchie tese senti' il dottore salutare i polizziotti.

Luxci fece un sospiro di sollievo, sapeva che domani li avrebbe rivisti, come già sapeva dalla prima domanda della dottoressa bionda che sarebbero arrivati in ospedale per indagare.

Rimase accanto a kalf in attesa dei risultati delle anilisi. L' orologio sul muro segnava  le OTTO.

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XIV

9 30 Luxci trovo' una sedia, la mise accanto alla barella e si sedette, ancora nulla

Solo un via vai di infermieri che per la fretta del loro lavoro ignoravano la sua presenza.

9 45 il Medico si ripresento' a Luxci

"Lei non puo' stare qui, venga in sala di attesa" uscirono dal reparto rianimazione, raggiunta la saletta di attesa il medico riprese a parlare.

"Come si chiama il ragazzo?" chiese rovesciando un foglio dalla cartella clinica

"Kalf" l espressione del dottore esprimevano la difficoltà nel parlare

"allora, Lei ha fatto il possibile, ma il signor kalf ha il fegato spappolato, ha ingerito in un solo giorno pasticche, e alcool e c è una quantità eccessiva di cocktail di eroina e coca. La dotteressa gli ha somministrato un medicinale per farlo riprendere, abbiamo atteso tanto per vedere se dava segni di sensibilità, ma ancora nulla. non pensiamo che si riprenda ormai è questione di ore. se desidera puo' anche andare, sarà stanca ha bisogno di riposare, provvediamo noi ad informare il consolato è inutile restare qui."

"dottore c è un paziente che deve essere operato urgentemente..........." l infermiere urlo' dal reparto sala operatoria dove stavano trasportando un paziente appena arrivato dal pronto soccorso.

"mi scusi" e non curandosi di Luxci scomparve nella sala operatoria.
Silenzio.

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XV

11 35

da quando il medico chiuse quel discorso senza speranza, Luxci rimase in sala di attesa con occhi sgranati che fissavano il vuoto, e seduta immobile imprecava e pregava

"Nel nome del padre, del figliolo dello spirito Santo ............ La ilaha ella Allah Mohammad rasoul Allah ............è inutile restare qui"

La mente di Luxci ripeteva le stesse preghiere seguite da parole dette e da ricordi................

" La ilaha ella Allah Mohammad rasoul Allah .....................nel nome del padre del figlio dello spirito santo............quando succede qualcosa e non sai piu' a chi rivolgeti dici  questa frase.......... La ilaha ella Allah Mohammad rasoul Allah ............" sentiva la voce di kalf ricordargli esattamente la frase che ricordava astento

"cosa vuol dire" abbracciati dopo essersi amati lui l accarezzava e la confortava

"Un giorno capirai, e se hai bisogno di me dilla...........sarai ascoltata" l immaggine e le parole ancora vive nella sua mente

"nel nome del padre del figliolo dello spirito santo..............padre nostro che sei nei cieli sant........... La ilaha ella Allah Mohammad rasoul Allah"

13 25

"è questione di ore.............puo andare a casa............ La ilaha ella Allah Mohammad rasoul Allah.................padre nostro che sei nei cieli sia sant" 

"Signora, signora si sente bene, ha bisogno di  qualcosa? " una voce esterna lontana sentiva richiamarla.

Una signora che le scuoteva il braccio, ma l anima di Luxci non era in quel corpo ma era difronte a loro ad osservare la scena. 

il copro di Luxci immobile , la signora la prese per matta e se ne ando'

La mente richiamo' l anima......

" La ilaha ella Allah Mohammad rasoul Allah............nel nome del padre del figliolo dello spirito santo.........."

14 45

La ilaha ella Allah Mohammad rasoul Allah

 Una frase che fece fatica a ricordare, ma la imparo' quando a distanza di due mesi ebbe una telefonata dall interrpoll

"Abbiamo i suoi documenti.......passaporto ..........codice fiscale e un contratto di fitto intestato a lei , li aveva adosso un ragazzo straniero, dobbiamo esporre denuncia? Le sono stati rubati?"

"No , dov' è il ragazzo è un mio amico, come sta?" anche se la causa di quella  separazione fu per  un acceso litigio. Luxci pensava ancora Kalf e ogni tanto si ritrovava a chiedersi dove fosse.

"Il ragazzo non possiamo dirgli dov è, ma sta bene, lei deve venire a UEDVILLE a ritirare  i suoi documenti, quando potrà venire?' Luxci si specchio' nella sua stanza e si distese sul suo letto

"E' distante da dove abito, devo prendere il treno, domani cerchero' di arrivare quanto prima, ma il ragazzo è li con voi?" le premeva sapere

"L aspettiamo domani" 

"Salve Lei e' Luxci Oxford ?" una guardia la fece accomodare nella stanza in attesa del Commissario.

"Come mai non è venuta stamattina?"  in attesa la guardia chiese

"abito nei pressi di Burg Ville è distante da qui ho impiegato due ore di treno" intanto entro' il commissario con un pacchetto in mano.

"questi sono i suoi documenti, deve volergli bene quel ragazzo straniero, di  dov è?

"Tunisi......." Luxci rispose prontamente sapendo che il commissario aveva aperto quel discorso per sapere se lei era a conoscenza di chi possedesse i suoi documenti.

"Strano come avesse i suoi documenti, pero' è fortunata perchè un altro li avrebbe utilizzati mettendola nei guai, invece gliel abbiamo trovati e ci ha detto che li conservava per quando l avrebbe rincontrata"

"gli ho detto io di conservarmeli, poi non ci siamo piu visti per altri motivi, ma le ripeto è un mio amico" in realtà disse una piccola bugia perchè Kalf in momento di rabbia glieli prese senza restituirglieli.

"Sta bene il mio amico, dove sta adesso?" Luxci insisteva

"Stamattina è venuto qui a chiedere se era venuta a ritirali, ha detto che partiva, non sappiamo dov ' è, ci volevamo assicurare che non erano stati rubati."

Luxci termino' quanto prima quel non interrogatorio e se la sviglio' con i documenti.

15 57

Ricordi.............ricordi...............

La mente di Luxci pregava l anima vagava nei ricordi.............

"nel nome del padre del figliolo dello spirito santo ................. La ilaha ella Allah Mohammad rasoul Allah.............sarà stanca ha bisogno di riposare....provvediamo noi ad informare il consolato..........siiiii  Ti Amo.... ancora adosso il profumo della sua pelle ........"

Luxci lo cerco' fra i treni, nei vagoni, nei ristoranti , tra le vie di UEDVILLE, fra la gente..........nulla 

sosto' stanca , sfinita appogiandosi su una righiera

"ripeti quella frase" senti' come se qualcosa o qualcuno gli sussurrasse alle orecchie.

"La frase" non ricordava bene la frase eppure Kalf quasi ogni sera gliela ripeteva

"ehille , poi...........cavoli poi.........illal nooooo aspett" fra se ripassava, fece un sospiro enorme

"La ilaha ella Allah Mohammad rasoul Allah , siiiiiiiiiiii....... La ilaha ella Allah Mohammad rasoul Allah e ancora  La ilaha ella Allah Mohammad rasoul Allah " e questa volta si volto'

Una cabina telefonica, un ragazzo ben vestito stava  per  effettuare una chiamata con la cornetta in mano e l altra che si aggingeva ad inserire i gettoni.

" La ilaha ella Allah Mohammad rasoul Allah" Luxci si avvicino' ripetendo la frase ,sentendo il cuore pulsargli ad ogni suo passo.

raggiunse la cabina

"Kalf......." esulto'

16 43

"Nel nome del padre del figliolo dello spirito santo............padre nostro che sei nei cieli......puo tornare a casa........."

Le lacrime di kalf scivolare sul suo volto.

scopri' la gioia e il dolore di  quel ragazzo, vide gli occhi trasformarsi  in felicità e amore e le lacrime che sprigionarono qualsiasi forma di sentimento. 

Esplosero in un abbraccio.

Ricordi...........ricordi..................

" La ilaha ella Allah Mohammad rasoul Allah................ La ilaha ella Allah Mohammad rasoul Allah..............hebec ....." la mente continuava

"ma da quanto sta li" un infermiere passando e spassando chiese ad un suo collega

"credo da stamattina, non saprei, ma hai notato come sta immobile?" la guardavano camminando verso la sala operatoria

"si sembra che non è in se, come se fosse in trans guarda gli occhi , come se non vedessero..........."

l' anima di luxci li vedeva e li sentiva questa volta dall alto

18 03

"Nel nome del padre del figliolo dello spirito santo.................padre nostro........non ha piu' sensibilità................è questione di ore"

Luxci pregava pregava , gli insegnamenti e la religione impostagli dai gentiori da quand era bambina le dava speranza e forza ..............credeva ...........

" La ilaha ella Allah Mohammad rasoul Allah...........prima o poi scoprirai cosa vuol dire...........dilla quando hai bisogno" la voce di Kalf risuonava forte nella sua mente.

ore

19 30 

Il corpo di Luxci immobile

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LA PENNA MAGICA   RINGRAZIA 

XVI

19 45 

"Salve"  mentre si abbottonava il camice bianco da lavoro, il dottore saluto' i due infermieri in portineria. 

"Allora come è andata in mia assenza, qualche novità?" chiese  mentre stava firmando il registro di presenza posto sul davanzale.

"La ilaha ella Allah Mohammad rasoul Allah ...........nel nome del padre del figliolo dello spir........... La ilaha ella Allah Mohammad rasoul Allah " dagli occhii di Luxci fissi nel vuoto  una lacrima

Gli infermieri non fecero in tempo a rispondere . Il medico alzo' la testa e fece un segno di stupore.

"Ma lei non è la ragazza................quella che ci ho  parlato stamattina" il dottore osservo' Luxci e non riusciva a distorgliere lo sguardo.

"si, non so cosa gli ha  detto, ma da quando ci ha parlato, è rimasta tutto il tempo ferma, anzi stavamo aspettando Lei per sapere che fare, non c è mai capitato un caso simile." l infermiere allarmato guarda il medico che  intanto lentamente si avvicinava a Luxci osservandole il viso.

" La ilaha ella Allah Mohammad rasoul Allah.........padre nostro che sei nei cieli sia sant............." la mente di Luxci incalzava la preghiera

"Sta pregando, lei sta pregando e, vede e sente tutto ma non con gli occhi ne con le orecchie ma con la mente" 

"dottore ma che sta dicendo......" .un infermiere gli si avvicino'

Intanto il medico non potè fare a meno di  notare la lacrima scivolare sul volto di Luxci

"........E' PER QUEL RAGAZZO!" esclamo' voltandosi verso gli infermieri che erano poco distanti da lui

"quel tunisino, come potevo sapere che.........."

20 00

" La ilaha ella Allah Mohammad rasoul Allah................; La ilaha ella Allah Mohammad rasoul Allah........................nel nome del padre............." Luxci osservava tutto da lontano, ora dietro gli infermieri e si vedeva , vedeva lei seduta  e il medico che cominciava ad agitarsi

"Comunque il ragazzo respira ancora, abbiamo chiamato anche il consolato, stiamo solo in attesa che .............."  l infermiere tocco' il braccio del medico per attirare la sua attenzione

"chiamate il dottor Nicolo' dovrebbe esserci è il suo turno stasera, presto" il dottore deciso comando' gli infermieri

"Ma dottore lo sa che non vuole essere disturbato....non possiamo........lo sa che ci sono casi piu' urgenti.....non possiamo chiamare per un ................."

"Ho detto chiamate il dottore Nicolo' e la dottoresa Pane " il medico piu' deciso che mai vide  gli infermieri  perplessi e decise di andare  lui di persona a chiamarli.

si allontano'

20 15

"spero che hai un buon motivo per averci convocato tutti e sette, facendoci abbandonare i nostri reparti............."  Luxci vide i medici entrare e oltrepassare la sala di attesa diretti alla sala rianimazione. questa volta vedeva e sentiva dal proprio corpo

"Lo dobbiamo salvare è un caro amico di un mio cugino, ho ricevuto appena adesso una chiamata.........lo so che è difficile ma proviamoci.........." il medico tento' di persuadere i colleghi

"Ma è un caso di overdose, anche se lo salviamo , ci ruba tempo che possiamo dedicare agli altri pazienti, questo fra un mese ce lo ritroviamo qua , se dovessimo salvare tutti quelli che............" La dottoressa Pane infastidita da quel intrommissione nel suo reparto mentre stava chiacchierando con una paziente che  stava guarendo. intanto si infilava i guanti e si affrettava a prendere la flebbo

Il medico non bado' a quelle parole, conoscendola  sapeva che sarebbe  intervenuta con proffesionalità sul caso.

Luxci chiuse gli occhi,il corpo si spoto' incurvandosi leggermente , si appoggio' sullo schienale. Smise di pregare.

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XVII

“Abbiamo dato per scontato che i danni sono irriversibili, adesso consigliatemi voi che dosi dobbiamo somministrare , circa nove ore fa gli ho inniettato il naloxone ma il respiro è ancora troppo pesante” la dottoressa Pane apriva le varie fiale contenente i medicinali che sarebbero stati inniettati nella flebbo

“dobbiamo ripulire il corpo del ragazzo dall eroina, ma dobbiamo fare attenzione a non fargli venire l infarto” prontamente il cardiologo intervenne

“ risulta che ha un leggero soffio alla valvola, ma questo ci puo’ essere di aiuto ma dobbiamo stare cauti a somministrargli il naltrexone, consiglierei piccole dosi giornaliere per evitare complicazioni” il cardiologo continuava a parlare tastando leggermente sul petto di Kalf

“Lei è daccordo?” la dottoressa Pane attendeva il parere del primario.

“Si, dobbiamo agire lentamente, per non rischiare di fare ulteriori danni, il setto nasale perfortuna non è molto danneggiato, ma il respiro è molto ridotto e rischiamo per questa notte che non ce la fa, dobbiamo dargli ossiggeno anche se c è il rischio di un edema polmonare, ma è l unica soluzione”

“Nel sangue abbiamo rilevato anche tracce di subatex infatti il fegato è ridotto male” l analista scartoffiando nelle carte continua....

“E ci saranno sicuramente anche danni celebrali , ha ingerito quantità eccessiva di metadone, consiglierei di fargli una tacper accertarci fino a che punto i neuroni sono dannaggiati c è il rischio che al risveglio potrebbe aver un vuoto di memoria e difficilmente potrà riprendersi”

I dottori ragionavano, agivano , decidevano...... 

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XVIII

21 00

Luxci sgrano' gli occhi 

"era una consegna!!!" esclamo" fra se 

l immagine di kalf che nascondeva qualcosa sul mobile dietro la TV divento' nitida  nella mente  quell' istante

Si convinse sempre piu' della sua affermazione, doveva ritornare in albergo, stava per andarsene quando il dottore la fermo'

"Stiamo  facendo il possibile per salvarlo ora sta nella stanza con le cure dovute ma ci vorrà piu' di una settimana prima che si riprenda salvo complicazioni  e dobbiamo sperare che il suo corpo reagisca bene e che si risveglia quanto prima sta in stato di coma  ma sente tutto quello che diciamo e facciamo " 

Luxci lo guardo' negli occhi incurvando le sopracciglie.

"si lo so'' disse fissandolo dritto negli occhi

'torno domani devo andare" il medico la vide allontanarsi con passo deciso verso l uscita.

"Era una consegna come ho fatto a non capirlo prima" ripeteva fra se mentre  si faceva spazio fra la folla , vespe  e auto quando attraversava la strada. li osservava  e vedeva  nei loro sguardi  la voglia di divertirsi anche se  l indomani iniziava la giornata lavorativa.le luci della città e l allegria della gente regnavano prepotentemente nella piazza .

Luxci non potè fare a meno di ammirare la trasformazione dal giorno alla notte della città.

Di giorno le strade coperte da stand del mercato di vestiti scarpe, abbigliamento in genere e alimentari e odori di formaggio, frittura e urla di mercanti , passanti con ventiquattrore ad osservare l orologio constantemente ogni dieci passi per verificare se stavano ancora in tempo all appuntamento, gruppetti di ragazzi felici per aver avuto il coraggio di trasgredire non andando a scuola, signore con borse e chi con borsoni da spesa chi affaticate e chi  velocemente si sbrigava per far trovare il piatto a tavola pronto. gente  alla fermata dell autobus chi esausta chi in attesa mangiando un panino e chi incessantemente avanti e indietro snervato perchè in ritardo.

La  sera , le strade si allargavano magicamente non essendo occupate da stand e bancarelle, al posto delle urla, risate e  musica ad alto volume , Luci che risaltono i monumenti, ragazzi in vespa a fare il filo a qualunque ragazza che trovassero interessante, auto che anzicchè suonare il clacson ripetutamente per il traffico , ferme ascoltando musica e piene di allegria aspettando che il semaforo diventasse verde, ristoranti e chioschi affolati da gente in attesa del loro turno, ben vestita e senza fretta alcuna.

Pur essendo domenica l aria di festa si faceva sentire.

Luxci penso' ai semplici divertimenti, alle uscite con le amiche momenti che forse non avrebbe piu' riavuto.

SI  senti' estranea a tutto quel caos di follia e divertimento e prosegui' sicura in direzione dell albergo

"Si doveva essere una consegna," ripenso' ed entro' in camera.

XIX

La camera perfettamente in ordine , la donna delle pulizie era precisa anche nel sistemare il letto.

Luxci passo’ la mano sull’ armadio, ancora pieno di polvere

“Non tanto cosi’ precisa perfortuna” penso’ e accosto’ la sedia vicino l armadio, sali’

Frugo’ dietro la TV, nulla non c era nulla.

“già hanno ritirato.....l armadio e la tv pieni di polvere, la cameriera non poteva essere stata, sono entrati nella stanza e hanno preso l ordine, cavolo perchè non ci ho pensato prima........i soldi.....dove avranno messo i soldi.........” Luxci pensava e si guardava nella stanza.

Rovisto’ ovunque sotto il materasso, dietro lo specchio, nell armadio, in borsa, nello scarico del bagno, sotto il letto tra la rete, nelle tashe delle giacchette, nelle scarpe di kalf, si fermo’......

“sanno in che condizioni è Kalf e l hanno fregato.......”continuava a pensare

si distese sul letto guardando il soffitto

“....non mi ha detto nulla........bastardi l hanno ridotto in quello stato per ottenere cio’ che volevano ” kalf metteva sempre al corrente Luxci di ogni suo movimento, per qualsiasi evenienza e problematica le diceva dove andare e a chi rivolgersi, qual ora ci fossero stati inconvenienti.

Ma l ultimo litigio che ebbero lo chiusero con la promessa che avrebbero dato fine a quel genere di lavoro.

Kalf ritenne opportuno nasconderle tutto.

“.....adesso non so neanche a chi rivolgermi.........”pensava a tutti i volti e le persone in una frazione di secondo, ai luoghi dove si poteva imbattere a chiedere, ma sapeva che non doveva e non poteva agire adesso che era all oscuro di tutto e senza le informazioni in codice.

Si giro’ su un fianco, dette un ultima occhiata alla camera, ormai completamente in disordine .

Abbraccio’ il cuscino, pentita di aver avuto quell ultima discussione con Kalf e allo stesso tempo arrabbiata con lui per avergli nascosto tutto, si sentiva tradita da promesse e da mancanza di fiducia, per un attimo il letto era come se non fosse li a sostenerla. Si lascio’ andare dalla stanchezza e chiuse gli occhi.

I I  CAPITOLO

I

Luxci guardava Kalf disteso immobile con il drenaggio della flebbo,  e  nel conteggiare le gocce che cadevano ad intervalli di tre secondi  non si rese conto del tempo trascorso, senti' un leggero dolore allo stomaco .

ora di pranzo, aveva fame.

Salto' la gornata lavorativa inquanto costretta a lasciare la camera, ando" alla stazione a trovare un nascondiglio per la valiglia piena di vestiti e i documenti.

li mise non troppo  lontano dal luogo dove avevano dormito l ultima volta  e si accerto' che le coperte e i cartoni sistemati nell angolo della strada  non fossero stati utilizzati .

Perfortuna tutto era rimasto come avevano lasciato. 

"Signore , ti prego fai che stasera ritrovo la valigia e nessuno si accorge del nascondiglio......" per un attimo disse fra se senza rifletterci.

 Raggiunse Kalf .

Arrivo' il pranzo per i due pazienti che condividevano la stessa camera, un anziano appena salvato da un infarto , e un vecchietto che a stento riusciva a parlare .

Le infermiere consegnarono il pranzo, brodo di minestra, petto di pollo ai ferri , una mela e un panino.

Il vecchietto si fece sollevare lo schienale del letto per mangiare

"perchè non si fa dare qualche vaschetta , tanto se non le prende lei , lo mangiano loro o se lo portano a casa"  ci impego" tempo per terminare tutta la frase, senza dentiera , Luxci fece anche fatica a capirlo, intanto le infermiere già se ne erano andate con il carello pieno di vaschette e panini.

"La ringranzio , ma fra poco vado a pranzare anch io" Luxci abbasso' lo sguardo sapendo che quella era una semplice bugia. in realtà aspettava che le lancette dell orologio in camera segnassero le tre

Si era data un appuntamento con il suo vecchio amico Marfy , sapendo che era l unico su cui poter contare , lo telefono' quella mattina stessa per chiedergli in prestito 500 euro che avrebbe  prima o poi restituito.

Kalf aveva bisogno di un pigiama, degli slip di ricambio,  e con quello che guadagnava al Bar si poteva permettere solo il panino e delle scarpe assolutamente nuove, ormai le sue erano strappate.

Luxci rimase ad osservare come tagliuzzavano il pane in pezzetti piccoli, e come lentamente avvicinavano il cucchiaio alla bocca anche se  tremolanti riuscivano a non far scolare il brodo.

"per me la mela è troppo dura , signorina prego la prenda io la rimango sempre non ce la faccio, davvero, non faccia complimenti" appena terminato di mangiare l anziano signore tese il braccio verso Luxci con la  mela in mano invitandola.

Luxci non rifiuto' , la mangio' in pochi secondi e il vecchietto accorgendosi della foga con cui Luxci l aveva divorata  gli taglio' in quattro pezzi la sua mela e la offri'.

Luxci si senti" meglio.

II

Marfy attendeva seduto sulla panchina nel giardino poco distante dal mare.

Osservando l orologio al polso si chiese  quanto ancora avrebbe tardato.

"Non è cambiata, sempre la stessa" penso' e rimase rilassato ad osservare il mare.

L' ultima discussione con il cliente per la mora di una fattura non pagata, l' aveva snervato, gli duoleva la testa. .

L' aria fresca e il venticello che gli accarezzava il viso , lo facevano star meglio.

"EHI!!!! " Luxci gli sobbalzo' da dietro  sedendosi accanto

"Ciao" Marfy rimase ad osservarla.

Era già trascorso più di un anno dall' ultima volta che la vide, si ricordo' del suo sorriso quando danzava, del sudore e della fatica che ci mettevano per provare il passo a due, ore e ore di lavoro fin quando Lei testarda non raggiungeva la perfezione nei movimenti.

Ci manco' poco per raggiungere almeno il terzo posto alla Finale nazionale del Concorso di Danza "Broodway Star".

Raggiungere quel traguardo per loro era stato ogni giorno una sfida ed una sorpresa ogni qual volta sentivano pronunciare i loro nomi.

"Luxci Oxford e Murfy Hankli hanno superato la prova , domani ultime selezioni" fino ad arrivare in finale, con la delusione di altri centinaia di concorrenti ballerini che vedevano man mano andarsere amareggiati.

Ma era il loro momento e dovevano provare e riprovare , l' emozione e l' euforia prevalevano su ogni cosa.

"Ti ricordi che serata? Luxci" la prima cosa che gli venne da dire

"Si, ricordo......." Luxci si giro', difronte l orrizzonte, e i ricordi tornarono intensamente a quella sera..........

......"e ora due ballerini che hanno mostrato grinta e volontà per tutto il percorso delle selezioni, con una eccellente coreografia sulla musica di secret garden ,  Luxci Oxford e Murfy Hankli" 

Luxci e murfy già erano in scena con le spalle al pubblico.

Gli applausi...........la Musica..........

Luxci ricordo' la sensazione del primo passo ...............nel voltarsi vide il pubblico e la giuria in silenzio .........mille occhi su di lei. Ma l emozione era da parte,

Lei era li', su quel palco con i fari puntati su di lei, la musica era tutto quello che sentiva e danzava...........

Danzava con lui, sognando di essere ora innamorata, ora delusa , ora arrabbiata e poi dinuovo presi dalla passione, il corpo danzava.

Ma luxci si trovo' d un tratto insieme al pubblico, si osservava da lontano,  vedava la sua coreografia danzata con armonia e eleganza, vedeva il pubblico applaudire mentre Murfy la sollevava piruettando, vedeva la scena dall alto, vedeva l intero palco con la sua maestosa scenografia e i due presentattori che attendevano lateralmente dietro le quinte.

Gli applausi, incessanti applausi............;

Si ritovo' nuovamente in se, insieme a Murfy nell eseguire l ultimo passo.

Sotto voce senza muovere nessun muscolo della bocca disse: "Stanno applaudendo, li senti? Applaudono"

"Si, lo so, non ti muovere aspetta" rimasero fermi. 

Lei con la schiena inarcata all' indietro con la testa quasi che toccava il palco con Murfy che seguiva il movimento tenendo la mano sotto il suo collo e l' altra sollevata verso l' alto , lui con la schiena ben dritta e ferma con le gambe divaricate. 

Le braccia di luxci seguivano una linea obbliqua netta dal basso verso l alto , i piedi ben sollevati in mezza punta.

L' applauso non terminava, dovettero attendere l' intervento dei presentatori per dare il saluto e uscire di scena.

L' attesa del responso.

"Luxci,  il primo  posto non è vostro,  io ci speravo , ma il terzo posto per voi va bene?" le disse la presentatrice prima di iniziare lo spettacolo.

Luxci rimase ad ascoltarla

"Vi chiameremo  per  ballare ancora, ve la sentite?"  nell attendere Luxci sentiva rimbombare quelle parole e dietro le quinte riscaldava i muscoli nuovamente con vari esercizi plyè, grand plyèe , grand battman, rondejà, cambrè..............

Non aspirava al primo , ma non si aspettava  di certo ad arrivare al terzo.

"Murfy fra poco ci chiamano" vide Murfy con le bracce incrociate senza riscaldarsi

"Non ci sperare" con aria seria ribadi'

"Perchè,  che ti prende" Luxci si fermo' per un istante

"Come accade, in tutti concorsi........" Murfy continuo'

"Cosa vuoi dire?" Luxci era ora  davanti a lui non curandosi del riscaldamento che aveva appena iniziato.

"Una scuola ha pagato per avere il terzo posto, ed hanno accettato, non la giuria, ma l organizzatore, gli servivano i soldi."

"E tu che ne sai, perchè dici cosi', ma se la  presentatrice  mi ha parlato prima che iniziasse lo spettacolo,  non è possibile,  non ci credo." Luxci odio' sentirsi dire quella frase.

Intanto la presentatrice stava per annunciare il terzo posto.

Luxci vide invadere le quinte da una  ventina di ragazzi , 

Entrarono in scena.

La scuola ART danse club aveva appena vinto il terzo posto.

Li vide da dietro le quinte nella loro perfomance, con la musica che gli risuonava nelle orecchie,

La delusione colmo' l intero entusiasmo e il sogno di riballare  su quel palco svani' 

"Mi spiace" la presentatrice riuscendo di scena incontrandola le disse.

rimase ad osservare l intera performance, li vedeva ballare e li odiava doveva esserci lei con murfy al loro posto, come hanno potuto, senti' un macigno cadergli sulle spalle, senti' la delusione trasformarsi in rabbia, voleva urlare urlare ............................

Murfy appoggio' le mani sulle sue spalle 

"Dai Luxci  e inutile restare  .............andiamo...........tanto non ci aspettavamo neanche di arrivare fin qui"

Murfy la accompagno' negli spogliatoi, in silenzio osservava Luxci, il viso non era più abbagliato e invaso di emozioni e gioia e speranza, tutt' altro, ogni muscolo del suo viso era fermo, come pietra scolpivano la sua espressione, ora di ghiaccio.

III

"Bei ricordi, vero?" Marfy continuava ad osservarla
"si.....bei momenti che non torneranno" Luxci si giro' per guardare negli occhi Marfy
"se vuoi, tu puoi.....perchè non riprendi a danzare......ci alleniamo nuovamente ho in mente una coreografia anch io , la proviamo?" poi mentre parlava si rese conto dello stato in cui si trovava Luxci.

I capelli aridi e sfibrati, il volto pallido, e teso, magra incredibilmente magra. 

"Luxci, ma che stai facendo, non sei mai stata cosi magra neanche quando ci allenavamo ore ore e mesi di dieta forzata  non sei riuscita a raggiungere questo peso." Marfy sfioro' i capelli di luxci, la guardava ora intensamente e capi' le sue preoccupazioni e l agitazione che trasmettevano gli occhi

"per quel ragazzo? perchè non lasci perdere, ti sta creando solo guai......." Luxci interuppe quel discorso

."......siii , hai ragione , sono stanca, mi sento molto stanca, e ho avuto tanta voglia di lasciarlo nei suoi guai, avevo deciso di dirglielo e ritornare a casa, ma ora sta male e non posso lasciarlo in quelle condizioni, devo aiutarlo ad uscire fuori dalla situazione in cui si trova........" Luxci parlava osservando il vuoto.

."..siii ma non ti puoi prendere carico dei suoi errori, è troppo per te e poi cosa ci stai guadagnando......si vede che sei troppo innamorata e non vedi il male che ti sta procurando....."marfy continuava a sostenere il suo pensiero

.....Marfy, ti ho detto ,  sono troppo stanca,  non è la mia vita, me ne sto rendendo conto,e non ti nascondo che per un attimo ho pensato che me ne stessi liberando, e ho avuto un senso di sollievo e rabbrivido solo a pensarci ,forse sarà l esasperazione che ho, ma non mi sento di abbandonarlo ora, ho bisogno dei soldi che ti ho chiesto , pôi magari chissà ritorneremo a ballare un giorno" 

Luxci era sempre decisa e ferma in tutte le decisioni che prendeva.

"....sei sempre stata testarda anche quando ballavi, nonostante tutto ti ammiro, e invidio quel ragazzo, magari io avessi   un po del tuo amore che dai a lui, mi accontenterei di poco e sarei un uomo felice, e chissà se lui sa quanto vali, ma andiamo ,non voglio dilugarmi in questi discorsi patetici, c è un bancomat qui vicino, ritiro i soldi poi ti accompagno fino a un certo punto, pero prima o poi me li restituisci, non voglio sentire ragioni......"

"siiii ........promesso"si alzarano e raggiunsero il bancomat piu vicino.

IV

Due pigiami, le pantofole, calzini e un paio di slip potevano bastare.

Si affretto' a comprarsi il paio di scarpe che aveva visto recentemente in ventrina indossandole subito, buttando nel primo bidone di spazzatura le vecchie.

I piedi duolevano meno e sembravano rilassari ogni passo. La nuova suola spessa non faceva piu' sentire lo srucciolato dell' asfalto.
Luxci si senti' sollevata.
Avviso' il Bar che avrebbe ripreso a lavorare l indomani e si avvio' in ospedale.

Vesti' Kalf, mise le pantofole accanto al letto e con un respiro di sfinimento si sedette ai piedi del letto.

"Lei dove abita?" Luxci non si rese conto che per tutto il tempo i due vecchietti la osservavano.
"abito lontano da qui" rispose alzando la testa per rendesi conto chi dei due aveva parlato.
"comunque io mi chiamo Uolf e lui Jefferson" il vecchietto che gli tagliuzzo' la mela fece le presentazioni
"perchè ----non----- rimane qui a----- dormire, tanto gli----- infe---rmieri non le dicono nulla--------- e a noi non------ ci da alcun----- fastidio" Luxci fece nuovamente fatica  a capire le parole  sconnese di jefferson che senza dentiera non le scandiva bene.

L' idea gli piacque d' altronde fuori l' aspettava un temporale e il buoio della strada.
"sicuro non vi creo problemi?" Luxci si rivolse ad entrambi
"Lei è stanca si riposi, questo ragazzo è fortunato ad averla accanto..."Uolf non fini' neanche di parlare , Luxci cadde in un sonno profondo.
I due vechietti si scambiarono uno sguardo e un lieve sorriso di assenso, si assopirono sdraiandosi comodamente sul letto e spensero le luci.

V

I punti grigi e neri diventavano sempre piu' densi, il vuoto e la caduta la portarono sempre piu' in basso. 
si trovo' in una strada in salita che terminava davanti ad un portone di un castello immenso, Una fortezza.

"Luxci vieni con noi, raggiungici" Luxci si volto' e vide un gruppo di amici che scuotevano il braccio destro ......

"siamo qui.......... raggiungici" i volti non erano ben visibili ma Luxci non  li ascolto' e prosegui' il suo cammino verso la fortezza.
la strada era delineata da un muretto.

Una donna comparve dietro il muretto prima che Luxci raggiunse il portone.
Una donna bionda minacciosa con un arco pronta a colpirla se non avesse indietreggiato.

Luxci comincio' a correre nella direzione opposta. Sotto i piedi la strada si andava sgretolando, si trovo' ad attraversare un rudere di un altro castello che ad ogni suo movimento crollava.

La strada dietro di Lei era diventata impercorribile.

Doveva solo continuare a fuggire.
Dopo aver attraversato archi e saltato colonne raggiunse un piccolo sentiero, davanti a se un piccolo un molo di legno,  infondo una  barca .

La presentatrcice e l organizzatore del festival di Danza le tendevano una mano invogliandola a saltare sulla barca.
"Dai Luxci salta, vieni con noi" La strada dietro di lei continuava a crollare.  

In preda al panico,  dato che gli restava poco tempo da decidere .La strada dietro di lei continuava a crollare.
In meno di un secondo penso' che potevano tradirla e trarre in inganno.
Luxci salto'........

Non sulla barca......... ma di fianco.Fece un tuffo nel mare lasciandosi trasportare dalla forza del suo peso sempre piu' in basso.
Scopri' che riusciva a respirare, era accerchiata da pali di ferro battuto arruginiti

La discesa fu meno rapida e rallento' , guardo' in basso e vide una lieve luce .
Nuoto' verso di essa,  le sembrava di essere caduta in un pozzo di ferro.

Si rese conto solo in un secondo momento che quella non era altro che una costruzione di un palazzo signorile ormai immerso nell acqua
raggiungendo la luce che la parto' in una stanza immensa .
Rimase ferma ad osservare i quadri ancora intatti stile barocco  oltre le sedie e i tavoli.

Riusciva adesso a camminnare pur essendo immersa nell acqua e visito' la casa ;ora stava attraversando un altra stanza........ una piccola finestra chiusa.
Luxci  si avvicino' e sbircio'.

Grandi pesci neri a branco andavano verso una sola direzione seguiti da murene piccole, milioni di pesci Luxci vide dall altra parte della finestra attraverso il vetro.

Una forte corrente all improvviso la trascino' via, ormai non aveva piu modo di controllare il suo corpo .
Si trovo' catapultata in piedi........... adesso l acqua le arrivava fino ai polpacci,  guardo' in basso ed era cicondata dalle stesse murene che avava visto prima .......ma non si curavano della sua presenza.

Dietro di lei mare............un immenso mare e un cielo roseo arancione.
Avanti a lei una spiaggia che rifletteva i colori del cielo e una roccia sporgente.
Luxci raggiunse la spiaggia, stava per voltarsi...........

"Signorina.........signorina..........si svegli......dobbiamo cambiare la flebbo...........signorina........"l infermiera scosse Luxci.
Luxci si sveglio'.
 

VI

La mattina fece fatica ad alzarsi, approfittando di essersi svegliata con forza a quell ora mattutina, ando' nei bagni principali dove c erano delle docce.

anche se l acqua era leggermente fredda non esito' a farla.

giustifico' al lavoro i due giorni di assenza ma la giornata al bar le sembro' non terminare mai, il ritmo candenzato e pesante, sentiva il terreno mancare sotto i piedi.

Anche i clienti la osservavano preoccupati.

"Tutto bene?" la direttrice di una testata giornalistica per la prima volta gli rivolse la parola.

Era sempre piena di impegni e di discussioni telefoniche che non aveva neanche il tempo di ringraziare e salutarla .La faceva entrare,  posare il caffè sul tavolo dove trovava già i soldi compreso di mancia. 

Luxci piu' delle volte la vedeva voltarsi  dopo essersi assicurata che avesse preso la mancia, poi continuava nell accesa discussione stando di  spalle guardando  fuori attraverso la  grande vetrata.

Quel giorno non si volto' subito, rimase ad osservarla........interrompendo il discorso telefonico.

"io non so cosa sta passando ma le garantisco che lei ha stoffa e saprà come affrontare ogni situazione nella sua vita?"Luxci non comprese quel discorso si sentiva solo appesantita, stanca, e  il mondo crollargli adosso.

La direttrice riprese il discorso telefonico scusandosi con l interlocutore e come suo solito si volto'. 

Luxci termino' la sua giornata lavorativa, fece un salto alla stazione si assicuro' che era tutto al suo posto e torno' da kalf.

La situazione non era cambiata. ancora con la flebbo e immobile.

si sedette vicino tenedogli la mano e penso' , e rilassandosi............ penso' alla sua storia con Kalf ............ a quando, dove, come ebbe inizio...............

VII

..............Luxci osservava il porto di Ormepal allontanarsi .........LA NAVE aveva ripreso la sua rotta , Le ultime luci si andavano affievolendo lasciando il posto al blu intenso accompagnato dal candore della luna riflessa sul mare. 
Luxci pensava , al suo ritorno, alla notizia che avrebbe dovuto dare alle sue ragazze ballerine , che attendevano con ansia una risposta dal giornalista per uno spettacolo che avrebbero dovuto debbuttare ad Ormepal..
Il viaggio non era stato del tutto vano, Luxci riusci' a concludere l ' accordo con il giornalista per due serate, anche se non era soddisfatta  le basto" per quel momento un po critico.

LUXCI per un attimo ritorno' sulla nave e si senti' guardata , voltandosi vide un ragazzo che al primo acchitto le sembro" ridicolo dato che portava gli occhiali da sole a quell ora in tarda serata all  interno della nave. 
Luxci non riusciva a guardare i suoi occhi ma li sentiva su di se.

Vedendolo accerchiato da ragazzine che sorridevano e scherzavano .luxci ritorno' a guardare il blu della notte e il mare luccicare dalla luna non currandosi piu di tanto con tutte quelle ragazzine accanto perchè guarda me penso' ..........e ritorno' nei suoi pensieri.

Continuava a sentirsi guardata si rigiro' nuovamente questa volta gli occhiali erano sul capo e Luxci come sempre non si sbaglio' gli occhi neri intenso fissavano nella sua direzione accompagnato da un bel sorriso.

Luxci infastidita da quel comportamento grossolano e bullista che aveva con le ragazze con l abbigliamento che accompagnava e affermava la convizione di essere un sex simbol, si allontano" da quello sguardo cercando un posto dove sedersi e riposare, assicurandosi di tenere sotto controllo le valigie dove teneva ben custoditi i gioielli, la collana di perle, il bracciale di corallo, gli orecchini di d oro antico della pro zia, e non solo la campana tibetana che portava sempre con se in ogni viaggio e la suonava appena si trovava da sola dandole conforto serenità e saggezza sopratutto  quando si trattava di prendere decisioni. e non potevano mancare  i tarocchi rifiniti in oro, l aveva acquistati su un catologo insieme alle 7 pietre CHACRA .
Oggetti che Luxci non dimenticava mai di portare con se , per lei vitali e preziosi.

Tovo' comodo e riposante una poltrana situata nella fila centrale al centro della sala, altre persone già avevano preso sonno dal leggero dondolio e dal sottile rumore del motore.
Luxci si rilasso' e chiuse gli occhi.

Non passo' neanche mezz ora che l immaggine del volto del ragazzo con gli occhi grandi neri fissi su di lei gli apparve davanti.
Sgrano' gli occhi , non aveva piu sonno anzi tanta voglia di mangiare qualcosa di rustico.
"Bene andiamo alla ricerca di un ristorante"  penso' alzandosi.

Luxci fece un bel giro sulla nave prima di rendersi conto che tutti iristoranti erano chiusi. pero c erano i distributori sulle scale, almeno poteva accontentarsi di una cioccolata calda.
Gli altri passeggeri era evidente che stavano in cabina la nave era semi deserta. anche le luci erano soffuse.

Finalmente raggiunse il primo distributore, non funziona , sali le scale per verificare il secodno distributore, nulla neanche..*
Luxci sentiva aumentare la fame .
Terzo e ultimo tentativo, continuo' a salire le scale si fermo' di colpo , vicino al distributore lo stesso ragazzo  intento a far uscire qualcosa da quella macchina mal funzionante.
Luxci stava indietreggiando per non essere vista ma il ragazzo si volto' di scatto regalandogli un altro bel sorriso.
Ormai  non le rstava che proseguire nella sua direzione e cercare di prendere qualcosa dal distributore.

VIII

"Non funziona?" Luxci ormai vicina al distrubutore non potè non notare un vecchietto disteso con la testa appoggiata leggermente sul distributore.

il ragazzo senza parlare inseri' 50 centesimi .................

Esplosero in una risata vedendo la moneta scivolare dal beccuccio del distributore e cadere in testa all anziano signore che dopotutto continuava a dormire.

"Come ti chiami?" chiese Luxci

"per gli amici Matteo" Luxci lo guardo' stranita,  ma per il momento andava bene 

"Piacere, Luxci.....non funziona neanche uno, di questi cosi, mi chiedo perchè li mettono, è tutto chiuso, è mi è venuta fame......"

"..........ti ho cercata prima di andare al ristorante non ti ho trovata, ti volevo invitare a cena, adesso dobbiamo aspettare le sei di solito a quell ora apre il bar e possiamo fare colazione"" Matteo poso' le monete nella tasca del pantalone bianco e tiro' fuori un pacchetto di sigarette 

"ahhh grazie ....ma non avrei accettato....strana questa nave ci sono strani tipi , tu viaggi spesso ? non è la prima volta che prendi questa tratta?" Luxci continuava a guardare  il signore che dormiva divertita, l unica cosa che penso' che non voleva assolutamente fare colazione con Matteo.

"vuoi una sigaretta ?" Matteo fece cenno con il pacchetto 

"Non sono un accanita fumatrice, pero daccordo almeno mi accontento di una sigaretta"  si allontanarano orami dal distributore e si avvicinarano alla maniglia di ottone per reggersi , ogni tanto la nave dondolava

"prendo questa nave ogni martedi, passo poi il mercoledi a Pinola  e ritorno giovedi' " Matteo accese la sua sigaretta e quella di Luxci

"come mai? che lavoro fai?" Luxci si incuriosi'

"Il pizzaiolo" rispose prontamente Matteo.

Luxci guardo' le mani di Matteo, ben curate, persino le unghie smaltate, ben fatte, a destra un anello  d' oro con un piccolo rubino,  un bracciale non poco vistoso a sinistra un orologio svizzero di marca.

"Tu fai ........ il pizzaiolo??, bene e quando guadagneresti a settimana" Luxci  tocco' la sua mano destra per fargli notare l anello che non passava inosservato

"500 € a settimana" Matteo continuava a giustificare qualcosa

"ahhh bene, guadagnano bene i pizzaioli, non lo sapevo" Luxci decise di assecondare le sue bugie, tanto per lei era già tutto chiaro, altro che pizzaiolo, ma se voleva nascondere il suo vero mestiere forse aveva un motivo, continuo' d' altronde a chiacchierare con lui, scopri' che non era da solo ma con degli amici che già stavano nel pieno del sonno nella loro cabina, finirono la prima, la seconda, la terza sigaretta.

Matteo capi' che l unico modo per trattenerla era di invitarla a non lasciarlo da solo a fumare, Luxci aveva sonno desiderava dormire.

"ci sono i miei amici in cabina se no veinivi con me, oppure se vuoi possiamo prendere una insieme conosco il capitano della nave non farà problemi che dici.....?" Matteo ci provo'

"Scordatelo, tu vai in cabina con i tuoi amici, io ritorno alla mia poltrona" questa è bella non solo non ha il coraggio di dirmi veramente che lavoro fa poi ci prova anche ma per chi mi ha preso .....penso', Luxci prese lentamente la strada verso la poltrona , ma c era ancora una cosa che gli voleva chiedere........

"Per gli amici Matteo, ma qual è il tuo vero nome?" intanto matteo continuava a seguirla sembrava avesse paura di  perderla

"perchè lo vuoi sapere?" Matteo era un po' infastidito ma le piaceva sempre di piu', non era stupida , parlare con lei divento' sempre piu' interessante.

"che male c' è dire il vero nome, non vedo il motivo di nascondermelo" incalzo' Luxci

"D' accordo, Kalf ...........il mio vero nome è Kalf" Matteo si arrese 

"Kalf, ma allora non sei italiano, ma parli bene il dialetto ormepal, non ti avrei mai dato per straniero, di dove sei?" rimase colpita e stupita di come nascondesse bene la sua vera identità.

"tunisi, sono tunisino .............sediamoci qui" fece cenno sulle scale desiderava ancora parlare

"non credo sia una buona idea sono stanca e ho bisogno di riposare" Luxci veramente sentiva cedere le gambe e aveva gli occhi assonnati

"solo un altro minuto" si sedettero sull ultimo gradino

"Ho sonno ......" Luxci crollo'......... kalf la fece appoggiare la testa sulla sua spalla, la distese adagiamente assicurandosi che il suo braccio le faceva da cuscino, intono' una canzone per non farla svegliare e gli accarezzo' i capelli aspettando l alba.

IX

...........DIN DON ........."si avvisano i signori passeggeri che la sala ristorazione aprirà tra 20 minuti, e che i signori sono pregati di non lasciare oggetti in cabina prima di sbarcare, tra un ora staremo al porto di Pinola , grazie per aver scelto Navi Veloci e vi auguriamo un buon soggiorno."
Luxci si sveglio' di soprassalto, si rese conto che aveva dormito sulle scale e senza volere aveva dato uno scossone a kalf che a differenza di Luxci faceva fatica ad aprire gli occhi.

"Buongiorno..........." sbadigliando e allungando le braccia kalf saluta luxci

"Finalmente hanno aperto il  Bar" Luxci stava già in piedi pronta a raggiungere le valige che aveva lasciato incustodite tutta la notte.

"Allora, andiamo a fare colazione?" Kalf prontamente colse l occasione

"io devo darmi una sistemata e devo prendere le valige ci vediamo dopo al Bar" in realtà Luxci non desiderava rincontrarlo, non era il tipo per lei troppo borioso, pieno di se e poi non le piaceva...........e aveva già dei sospetti sul suo vero lavoro.
si ruisci' a svincolare, e raggiunse le valigie.

Intanto Kalf entro' in cabina dove i suoi amici si stavano vestendo.

"Miiiiiii............Kalf ma ogni notte una piciotta.........ti devi calmare....." seduto sul lettino in canottiera che risaltava la pancia, un uomo di circa 40 anni con in mano una 50 € intento ad arrotorarla.

"Stai attento ......a non dire chi sei...........lo sai che ste picciotte hanno la lingua biforguta.........non puoi mai sapere chi sogn.......devi stare quieto" l altro alto e snello si specchiava nel bagno aggiustandosi e abbottonandosi la camicia.

"non parlate male della mia fidanzata............lei non è come le altre" Kalf stesso si meraviglio' della sua reazione ma non voleva che i suoi amici la considerassero come le altre che aveva conosciuto in una solo notte.

"Miiiiiiiiiii ti è fuso il cervello.........guarda che ti ho preparato, magari ti rinfreschi le idee" avvicino' la cinquanta euro al naso e tiro' in un solo colpo tutta la striscia bianca ben allineata sul tavolino affianco al lettino.

"chist e pe tia" indicando un altra stricia piu lunga e porgendoci le cinquanta euro.
Kalf non esito' si avvvicino' e sniffo' lasciando la testa dietro dando dei colpetti alla cinquanta euro arrotolata assicurandosi che non ci fosse rimasto nemmeno un granello di polvere.

"mi raccomando..........a roba che amm a pigliare chista adda  essere , no a fetenzia che ci rifilo' chill fetuso .......in galera deve rimanere" l uomo usci dal bagno allaciandosi la cintura dei pantaloni.

"peccio' problemi non ne vogliamo , fottia tutt e piciotte che vuoi ma non ti mettere strane idee che qui tempo da perdere non ne abbiamo"
kalf li guardo' l andrenalina e il vuoto e il senso di leggerezza e l amaro in gola lo faceva sentire meglio, piu forte e pronto per ogni decisione.

"ammonin ..........noi andiamo al Bar tu datti una rinfrescata che sei uno straccio" alzandosi la pancia fuorisciva enormemente dai pantaloni, indosso' velocemente la maglia e usci' con il suo compare lasciando Kalf in cabina a prepararsi.

X

Luxci recupero' i bagagli e si diresse al bar , noto' la fila alla cassa, i cornetti caldi che sfornavano a centinaia da dietro il bancone, aveva tanta voglia di un croissant al cioccolato magari due . Le tocco' pazientare in fila posando i bagagli  vicino ad un  tavolino visibile dalla posizione della fila in modo da controllarli a vista. 

Kalf si specchio' al bagno assicurandosi che non c' erano segni di polvere bianca dal naso, si aggiusto' i capelli e le sopracciglia si dette un tono e usci' per raggiungere gli amici.

Finalmente Luxci dopo dieci minuti di attesa in fila raggiunse la cassa

" due croissant uno alla crema e uno al cioccolato e un cappuccino..........." Luxci venne interrotta da Kalf che prontamente dietro di lei  fermo' il cassiere che stava per battere o scontrino

" è la mia fidanzata.........non la guardare troppo, bella vero......?allora.......... prendiamo due succhi di frutta, due yogurt, tre croissant , due al cioccolato e una alla crema, due cappuccini e un caffè" poi si rivolse a Luxci

"anche tu vuoi il caffè?" Luxci lo guardo' con meraviglia e stupore, voleva affondare ma col tempo divertita, non pote' credere alle sue orecchie (la sua fidanzata), ma la sensazione di voler stare lontano e  non  li' divento' sempre piu' forte.

"eeee............ ma io non mangio cosi tanto la mattina....." si guardo' attorno e vide tutti le persone divertite dalla spalvaderia del ragazzo attendendo la risposta di Luxci fissandola. Luxci si rassegno' 

"comunque va bene prendo anche il caffè, ho bisogno di svegliarmi" finalmente non aveva piu' tutti quegli occhi addosso , si senti' in imbarazzo ma almeno li soddisfo' con quella risposta.' Non Troppo felice fece  colazione con Kalf.

"Dove sono i tuoi amici?" Luxci posando l ultima portata, il caffè sul tavolo ormai colmo di tutta la roba che aveva ordinato, si sedette sulla poltrocina accanto a Kalf

"staranno facendo colazione all altro bar, li incotrero' direttamente giu' al porto'" e diede un occhiata proprio al tavolo difronte dove stavano seduti due signori uno abbastanza robusto e l altro magro e anche da seduto si capiva che era anche alto.

Luxci noto' gli occhi di Kalf dove fossero diretti e capi' che quelli erano i suoi amici, "ma perchè cntinuava a mentire?" si chiese

Cominciarono a sorseggiare il cappuccino ed assaporare i croissant

"Ci vuole un bel anello........" Kalf poso' la tazza, per guardare l' espressione attonita di Luxci

"Cosa..........di cosa stai parlando......quale anello?" Luxci pensava che la sua spavalderia fosse terminata invece........

"beh la mia ragazza deve avere un anello...."kalf continuo'

"La tua ragazza.........da quando sono diventa..........." poi per un attimo si fermo' a riflettere soffermandosi negli occhi neri intenso illuminati e accesi di Kalf, "era spalvando la metteva in imbarazzo , pero' tutto sommato non era male, solo se non fosse cosi' egocentrico forse gli sarebbe piaciuto di piu'. e poi neanche lo conosceva e già diventare la sua fidanzata." comincio' a divertirsi...........si guardo' le mani

"..........effettivamente un anello non mi starebbe male" vide Kalf fare un sospiro di sollievo, e osservare gli amici da lontano, Luxci poso' il cornetto e prese il bicchiere di succo di arancia e fece finta di non notare nulla.

"Dammi il tuo numero cosi' ti posso chiamare" Kalf aveva già terminato di bere il succo di frutta era passato a zuccherare il caffè

Luxci temporeggio' bevendosi il succo d arancia e posando lentamente il bicchiere

"Guarda che se non mi dai il numero , vengo a cercarti fino sotto casa tua...." con un sorriso fissava Luxci negli occhi

Luxci si arrese si scambiarono i numeri di telefono

"Che nome metto.....MATTEO o KALF" chiese Luxci mentre stava registrando il numero sul cellulare

"come vuoi........ non ha importanza" disse kalf registrando a sua volta il numero di Luxci

"metto Kalf , il tuo nome vero, mi piacciono le persone che non mentono, e poi Kalf è un bel nome oltre ad essere il tuo Vero nome" sottolineo' con il timbro di voce nuovamente la porola VERO, e kalf non potè non accorgesene ma fece finta di non ascoltare.

Luxci era sazia le mancava il caffè, verso' lo zucchero della bustina nel caffè e con il  cucchiaino comincio' a girare portandosi adagiamente la tazzina alla bocca con la mano destra  e con la mano sinistra poco distante il piattino

Kalf la osservava in ogni suo movimento.

"............din don ............i passeggeri sono pregati di raggiungere la porte di uscita lo sbarco sta per iniziare. grazie per avere scelto navi veloci." 

XI

Luxci guardo' le infermiere cambiare la flebbo nuovamente, ci mise un po' per svegliarsi dai ricordi..........


"Signorina le lasciamo il pasto anche a lei ..........deve pur mangiare qualcosa , tanto ce nè in abbondanza." l infermiera poggio' due vaschette un panino e una mela sul comodino, e se ne ando'.


Spinaci bolliti con limone e petto di pollo. Luxci mangio' con gusto gli anziani signori la guardavano e pregavano per lei.


"Quel ragazzo è fortunato ad averla accanto........." continuavano a ripeterglielo


Luxci si rattristava nel sentire quella frase, perchè sapeva che Kalf cercava un altro tipo di fortuna e non era lei.


Luxci cerco' di trovare una posizione comoda ai piedi del letto e ritorno' ai suoi mille pensieri.................


XII

finalmente era sola seduta davanti una tazza di caffè macchiato , l aveva desiderata tanto ma l invadenza di KALF l aveva stordita.

In attesa che arrivasse la madre a prenderla si guardo' attorno, ancora il sole doveva fare capolino, il dolce rumore dell acqua da rubinetto che scorre e il rumore delle tazzine posate  con cura dal barman.

il mare alle spalle e la città davanti , il castello un tempo che doveva fungere da fortezza cominciava a illuminarsi dal primo raggio di sole. tutt intorno palazzi e la grande piazza del municipio.


Luxci guardo' l orologio, mancavano  ancora due ore all arrivo della madre.

Non poteva pretendere di svegliarla di notte per andarla a prendere.

cosi preferi' attenderla intanto si godeva il risveglio della città ancora assonnata.


Pensava all accordo con il giornalista, al ragazzo misterioso conosciuto sulla nave e all insistenza degli amici di pagarle  il taxi per assicurarsi che arrivasse a casa.

Se solo sapessero che hanno regalato ottanta euro al taxista dato che Luxci esausta dall insistenza accetto' la proposta ,ma subito dopo invito' il taxista di fermarsi al bar del molo come era rimasta daccordo con la madre la sera prima di partire.


Mentre sorseggiava il suo caffè un signore robusto dallo sguardo fermo e possente gli si siedette difronte.


"Buongiorno, l ho vista scendere dalla nave, io non l avrei fatta attendere tanto"

Luxci squadro' l uomo fu felice di non farsi portare fino a casa dal taxista i suoi sospetti avevano avuto la conferma dalla prima parola di quell uomo


"l ho vista scendere dalla nave" erano trascorsi piu di un ora e mezzo e quell uomo la pedinava e ora era curioso di sapere chi attendeva.

A chi appartenesse quel ragazzo sconosciuto di nome KALF si chiese, di certo aveva una bell influenza su i suoi amici dato che aveva deciso di farla pedinare per scoprire dove abitasse, o era frutto degli amici che a sua insaputa controllavano tutto.


Luxci fece finta di non capire e di non sapere rispose semplicemente alla domanda.

"attendo mia madre non posso pretendere di farla alzare di notte per venirmi a prendere, lei era sulla nave?"


"si con degli amici, si è trovata bene a ORMELAP? le è piaciuta?"

"si abbastanza" Luxci rispose prontemente.


"LUXCI" 

la voce della madre la rincuoro' la conversazione con quell uomo si stava facendo pesante

"mamma, sei arrivata prima , meno male"


"ero preoccupata e non riuscivo a dormire cosi ho pensato di venire direttamente, ma non pensavo di trovarti già qui" luxci si alzo' per darle un bacio , prese le valigie ed era felice di ritornare a casa per riposare nella sua stanza calda e accogliente.


"Allora la saluto, arrivederla" LUXCI si volto' per salutare il signore che la guardava con aria compiaciuta per avergli detto la verità.


"Signora, mi sa che sua figlia ha lasciato il cuore a ORMELAP è una brava ragazza sicuro si troverà bene dalle nostre parti" fermo e immobile con aria soddisfatta e un sorriso rimase ad osservarle.


Luxci rimase esterefatta da quell affermazione , rimase per tutto il viaggio in auto a pensare a quell affermazione strana si chiedeva cosa volesse dire.

"ma conoscevi quell uomo?" la madre distrasse Luxci assopita nelle sue domande.


"No è la prima volta che l ho visto, si è seduto da solo, evidentemente mi ha vista da sola e voleva fare due chiacchiere?"

luxci osservo' la stanchezza della madre concentrata alla guida.


Non parlarano per tutto il traggitto la stanchezza prevaleva su ogni cosa.

"finalmente a casa..............."" luxci esclamo' mentre la madre parcheggiava l auto.



XIII

esausta  Luxci poso' la valigia la apri' e tolse solo poche cose, la campana tibetana , i tarocchi d orati, la collana di perle, l ametista e gli anelli li ripose nel beuty sul como'.


Infilo' il pigiama in fretta e si sitemo' sotto le coperte.


"Luxci e che hai fatto già stai a letto, sei stanca?" la madre entro' nella stanza osservando la valiglia aperta a piè del letto e una massa di coperta sul letto


"Si ho dormito male e poco stanotte e mi sento a pezzi ti racconto  tutto dopo" Luxci copri' l intera parte del viso dalla coperta comincio' a sentire il calore e il torpore della serinità e tranquillità, senza rumori e senza la paura di essere disturbata da sconosciuti. si addormento'


La madre rimase a guardare Luxci ormai sommersa sotto la coperta , spense la luce e chiuse la porta

e con un fil di voce sussurro' "Buonanotte".


I I I  CAPITOLO

I

"Luxci sta squillando il telefono rispondi?"  la madre esausta dell incessante musica che ogni minuto riprendeva a suonare

"si è quel ragazzo che ho conosciuto sulla nave lascialo squillare" era da diversi giorni che kalf provava a chiamarla.


"pronto" luxci finalmente rispose 

"ciao bella come va? io mercoledi mi trovero a napoli ci vediamo al porto......" kalf era deciso di rivederla un altra volta non riusciva a dimenticare il volto sereno e tranquillo di luxci mentre dormiva fra le sue bracce,


"no non posso .......mi dispiace ....." Luxci in realtà non aveva alcuna voglia di incontrarlo per lei quel ragazzo nascondeva troppe cose.


"Io sono al porto mercoledi conto di vederti se no vengo fino a casa tua ciao" kalf riaggangio'

 

Luxci riprese a disegnare stava terminando l ultimo dipinto su vetro ..........una donna con un gran cappello vista di spalle che  osserva il mare con la luna piena....


II

mercoledi arrivo"


il telefono riprese a squillare dalla mattina alle 6 30, erano ormai le 9 00  e LUXCI non rispondeva 


in realtà stava ancora dormendo  raggomitolata sotto le coperte , proprio non aveva voglia di alzarsi ..........il telefono riprese a suonare,

stendendo le braccia e sbadigliando tento' di svegliarsi allungando tutti i muscoli del corpo fino alla dita dei piedi..


E ora di fare colazione penso'........fece un altro sbadiglio piu' piccolo e si riaggomitolo' nuovamente di fianco.... sentendo il leggero calore che le riscaldava il corpo 


"Luxci alzati è possibile che stai ancora a letto a dormire a quest' ora e rispondi a questo stramaledetto telefono , sta squillando da ore" la madre urlava dalla cucina mentre preparava la colazione per luxci

"mamma sei qui ? non sei andata al lavoro oggi?" luxci si alzo' di soprassalto sedendosi sul letto e con il volto ancora assonnato..........rispose al telefono


"pronto sei ancora dormendo......dai vieni sono  qui che ti aspetto ......sono al porto io non mi muovo da qui fin quando non vieni........." Kalf era determinato ad incontrarla quel giorno

"non credo di venire .......non posso" Luxci voleva riposare ancora e godersi tranquillamente la sua colazione.

"io ti aspetto ........" kalf. 



III

mentre guidava l utilitaria della madre Luxci si chiedeva e richiedeva se faceva bene ad incontrare quel ragazzo al porto. 


"Allora dove sei? stai venendo ?" un altra telefonata di Kalf forse la ventisettesima

"si tra un quarto d ora sono da te" erano passate le undici e Luxci si domandaca come e perchè quel ragazzo aspettava di incontrarla dalle 6 del mattino


Parcheggio' l auto in un garage assestante al porto e raggiunse Il BAR dove  Kalf lattendeva.

ma Kalf non c era........


Luxci lo chiamo" più volte ci impiego' un po per rispondere


"Dove sei?" sono qui ma non ci sei?" Luxci non termino' la conversazione che venne presa da Kalf di soprassalto da dietro .

"Eccomi" kalf la fece girare su stessa e l' abbraccio' sfiorandole le labbra.


Luxci si scosto' abilmente regalandogli un bel sorriso .......infondo non era male , gli occhi neri scuri e il viso ben delineato.......incominciava a piacergli .


"Allora tutto questo tempo mi hai fatto aspettare? vuoi qualcosa hai fame? ci sediamo a prenderci qualcosa?" kaf le fece cenno di sedersi .

"non ho tanta fame ,va bene.......... un dolce sicuramente" .

Parlarono un po' di tutto, Kalf le faceva mille domande, e Luxci non poteva non notare nuovamente l' anello d' oro con rubino che portava Kalf al migliolo della mano destra.


Lasciarono il BAR e si diressero verso il molo.



IV

Osservarono il mare con un via vai di navi, kalf non lascio' Luxci contemplare l orrizzonte troppo a lungo , si posiziono' davanti a lei guardandola negli occhi e la bacio'.

Luxci rimase con gli occhi sgranati per un po' , poi si lascio' andare tra le braccia di Kalf che la stringeva a se continuandola a baciare, un tempo inesorabilmente infinito, il bacio diventava sempre piu appassionato e sentito Luxci chiuse gli occhi , il tempo si era fermato da circa 7 minuti e continuava a fermarsi per altri 7 mn .


"Finanza......non ti movere ti dobbiamo perquisire'"luxci fu strappata dalle braccia di Kalf , e Kalf bloccato da un uomo in borghese solo dopo poco si accorsero di essere circondati da polizia e finanza.

Luxci rimase immobile, era come si fosse svegliata da un sogno. 

in pochi attimi spogliarono Kalf davanti a lei, poi all improvviso la loro attenzione si rivolse verso un giubbino che era appoggiato su un palo.


" è tuo quello?" uno di loro incitava Kalf di rispondere prontamente.

"si è mio "

Presero il giubbino e svuotarono le tasche ma non trovarono nulla.


Luxci era passata dal sogno ad un incubo cosi velocemente che rimase bloccata tutto il tempo , sentiva, vedeva e capiva...........capiva cosa stava accadendo.


Il giubbino adesso lo teneva Kalf che lo girava e lo rigirava davanti a tutti abilmente non mostrando loro il colletto che era ben imbottito.

Luxci non solo capi' ma comprese cio' che la finanza non aveva visto ne sospettato.


"Vieni con noi........dobbiamo controllare il tuo telefono, e dobbiamo prendere i tuoi dati" lo trascinarono con forza 

Luxci li segui' fino ad una quattro per quattro blindata , dove li attendevano altri uomini questa volta in divisa.

"ehi che faccio io.......posso andare?" sembrava proprio che nessuno la vedesse


"Lei è la sua ragazza?" luxci si penti' di essersi fatta notare

"si è la mia ragazza e fra poco ci sposiamo sono venuto qui per lei....." Kalf noto' l imbarazzo di Luxci  " aspettami al BAR arrivo fra poco"

"signorina faccia come dice e poi vedremo se la raggiunge" Luxci stava per andar via quando gli venne in mente l immagine di Kalf che girava e rigirava il giubbino torno' indietro..........

"scusatemi.........kalf mi dai il giubbino sento freddo cosi mentre ti aspetto mi copro , ho solo un po di freddo" vide Kalf illuminarsi e accendersi gli occhi come se l avesse salvato

" tenga signorina prenda e vada via " uno d loro strappo il giubbino dalla mano di Kalf e lo consegno' frettolosamente a Luxci...........


Era proprio quello che desiderava Luxci. Conosceva quel ragazzo da poco ma di certo non voleva vederlo finire nei guai proprio quel giorno dopo quel bacio.

Luxci si allontano' dalla vista di Kalf e dalla vista di tutti , non ando' al BAR ma raggiunse l auto in parcheggio.


Durante il percorso senza mai voltarsi indietro , tasto' il colletto imbottito 


"Cazzo è pieno di bozzoli..........è come pensavo altro che pizzaiolo........"penso' strigendo i denti e dando un pugno sull' auto ........entro' in macchina e non si mosse anzi attese

non poteva ne lasciare il giubbino li' , ne poteva portarselo con se , Kalf  e i suoi amici l avrebbero cercata ovunque . doveva perforza fermarsi Luxci non si era mai trovata in quella situazione ma sapeva che doveva aspettare....

...........e aspetto'............


V

stava calando il sole Luxci stava contemplando il volante della sua auto, lo squillo del telefono le fece ritornare in se ........ rispose

"Pronto ..........dove sei........ io sono al BAR ......" kalf prima di chiamarla l ha cercata in ogni luogo del porto

"ok ..........arrivo" Luxci riaggangio' senza aggiugere altro chiuse l auto in fretta e si diresse al porto

" o cavolo il giubbino" penso' fra se, torno' indietro apri lo sportello con ansia prese il giubbino e accertandosi di aver chiuso bene l auto raggiunse Kalf


"Ecco il tuo giubbino.........." Luxci appena vide Kalf gli lancio' il giubbino 

" ahhh mica ti ho chiamato per il giubbino volevo vederti" kalf rifece il tentativo di riabbracciarla

" cosa volevano quelli da te?" nulla solo controllare i documenti

"si ......e allora dimmi cosa c è nel giubbino........." Luxci fu diretta e chiara

" prendo qualcosa da bere e ci facciamo una passeggiata..........."  Kalf prese una bacardi , Luxci aveva solo voglia di sapere la verità.


Si diressero verso la nave che stava in partenza verso omrelap .


Ormai era buio e i fari dei camion che salivano piano piano sulla nave illuminavano la strada , le autovetture in lontananza con i motori accesi in attesa del loro turno.


"Allora che devo fare , aprire il giubbino o mi dici tu cosa c è dentro?" Luxci determinata voleva che fosse Kalf a parlargli

"una pistola " scherzando kalf rideva


" ahhh daccordo, queste le chiami pistole?" luxci strappo'gli strappo' il giubbino tra le mani , e gli mostro' il colletto

" ehhh daccordo pero non fare nulla fermati.......ci possono vedere"


"allora è coca, ho capito" Luxci decisa disse cio che sospettava


Kalf mentre beveva l ultimo sorso della bacardi sputo' tutto  non riusci ad inghiottirlo, non si aspettava che quella ragazza era cosi sveglia e astuta.


" va bene , hai vinto signorina ...........ci sono 5 kili di coca......va bene, adesso ho i miei amici che mi aspettano sulla nave devo andare, noi ci vediamo la prossima settimana , ti chiamo in questi giorni" kalf cerco' di accarezzarle il viso.


"non mi toccare, io non voglio avere a che fare con questa roba ; questa è la prima e l ultima volta che ti aiuto e non sono il tipo che piace essere presa in giro" Luxci indietreggio' e on diede tempo a kalf di sfiorarla.


"Non ti sto prendendo in giro , faccio sul serio con te,  adesso vado ti chiamo domani e rispondimi sulla nave non c è campo lo sai"

Luxci  vide Kalf allontanarsi consegnare il biglietto e sparire nella nave.


A passi veloce Luxci ando' verso l auto .......mise in moto e dopo una frettolosa retromarcia prese la strada verso casa , la madre l attendeva e c era un bel tragitto di autostrada ancora da fare.............



VI

il ritorno le sembro' un eternità.......pensava alle parole di KALF........


"Nel giubbino ci sono solo due kili ....il resto è agganciato con una corda di nylon sulla nave siggilato da una busta cosi non entra l acqua , e lo traina direttamente la nave fino a ormepal."


LUXCI non credeva alle parole era abbastanza furbo e ben addestrato sapeva cosa fare e inazzitutto si accorse che aveva un bel bagaglio di esperienza al riguardo ., doveva assolutamente non vederlo piu'.


Ferma all ennesimo semaforo si rese conto che stava sulla strada principale e aveva abbandonato già l autostrada da un bel pezzo.

i pensieri erano tanti e  guidava per inerzia. Fortuna che la strada la sapeva a memoria e tutto le veniva in automatico.


Cosi si ritrovo' sotto al palazzo a parcheggiare, era esausta ,stanca e aveva fame . .........sali' di corsa , apri' il frigo ........formaggi svariati, salami.....uova , yougurt......salse..... frutta


noo , aveva bisogno di qualcosa da fermare lo stomaco, apri' allora il freezeer


"bene il gatto' di patate , preparato dalla ZIA" lo scogelo' nel forno a microonde in 5 minuti e divoro' l appetitoso gatto' riprieno di pancetta ,formaggio parmiggiano, emmental , non manco' un bel bicchiere di vino bianco a completare la cena , adesso poteva rilassarsi anche se non ci riusci'....


La madre era ancora dalle amiche, accese la tv nella sua stanza e cerco' di non pensare........... 

Capitolo IV

I

"svegliatiii.... forza...sveglia.....dobbiamo partire....presto ...."
kalf scuoteva lucsy con la foga di voler scappare da quella città...
ad Omerlap le voci girano in fretta ....e quella notte , la forte lite con quel ragazzo e nonostante l insistenza di lucsy  che gridava basta smettetela ...non fermò la rissa tra i due ....
Kalf nel difendersi prese un sasso e lo scaglio' contro l aggressore ....
colpito in piena fronte lucsy lo vide sanguinare ....trabbalante svenne ...il sangue fluiva  incessante
"Lucsy non guardare ...forza entra a casa "
Lucsy voleva solo fare una vacanza ....ma si ritrovò a fuggire come una ricercata , impaurita ....lasciando in quella modesta casa le cose a lei piu preziose ...non c era tempo di fare le valige ....dovevono andare via da li al piu presto 

LA PENNA MAGICA SI FERMA...........E  CHIEDE AI PROPRI AMICI LETTORI DI INVITARE I PROPRI AMICI  E COSI CON  ALTRI 10 MI PIACE POTRA' RIPRENDERE  A SCRIVERE . 

 
 

Aiutiamoli..............